Un pieno d’aria per l’auto del futuro

Ecologia e Risparmio Energetico     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

“Scusi, mi mette 50 € di aria?” Questa, in un futuro non sappiamo ancora quanto prossimo, potrebbe essere la frase di rito dal distributore di carburante, che non sarà più la benzina, ma nemmeno l’idrogeno o l’elettricità, due fonti energetiche che, per essere prodotte, richiedono a loro volta l’impiego di energia, che continua a essere prodotta in maniera tradizionale e quindi inquinante (pensiamo alle centrali elettriche). L’aria invece è intorno a noi, sempre disponibile e in più, lo studio sta lavorando in particolare sull’estrazione e rielaborazione dell’anidride carbonica, cosa che tra l’altro permetterebbe di diminuire il famoso effetto serra attualmente in atto sul nostro pianeta, contribuendo a contenere il riscaldamento globale.

È un progetto ambizioso quello portato avanti da ricercatori e ingegneri dell’Università di West of England, in collaborazione con colleghi delle Università di Bath e di Bristol, e non solo per il costo di ben 1,4 milioni di sterline, ma perché si pone risultati ambiziosi su tutti i fronti.

Anzitutto si propone di riuscire a estrarre l’anidride carbonica dall’aria senza bisogno di energia supplementare per il processo, o almeno senza usare quella tradizionale, ma semplicemente quella solare, usando un nuovo materiale poroso in grado di assorbire l’anidride carbonica dall’aria. In questo modo si avrebbe già un primo, doppio risultato: pulire l’aria dall’eccesso di anidride carbonica che provoca il riscaldamento globale del pianeta senza usare l’energia elettrica, producendo quindi e immettendo nell’aria quanto o più di quello che si riuscirebbe a togliere. Il secondo obiettivo è quello di trovare poi un sistema per trasformare questa anidride carbonica in carburante per le auto o in materiale plastico e qui si otterrebbero altri due, ulteriori vantaggi: ottenere un combustibile che non inquina e, se si riuscisse a unire e ottimizzare il processo di estrazione con quello di trasformazione, abbattere i costi dell’intera operazione. Attualmente infatti si possono già fare entrambe le cose (estrarre l’anidride carbonica e rielaborarla), ma tramite tecnologie differenti; trovarne invece una sola che faccia entrambe le cose, per di più tramite l’uso di energia solare, sarebbe una svolta epocale. Secondo le parole di uno dei ricercatori che partecipano alla ricerca, Ioannis Ieropoulos dell’Università di Bristol, una delle tecnologie su cui puntare potrebbe essere “sfruttare le capacità naturali dei microrganismi per ridurre l’immissione di CO2 nell’atmosfera e allo stesso tempo produrre elettricità o idrogeno”.

Certamente non si tratta di un’iniziativa che darà frutti a breve termine, ma l’ipotesi di riuscire a utilizzare l’aria che respiriamo come fonte di energia è affascinante e i vantaggi sono evidenti rispetto a tutte le altre fonti energetiche finora proposte, come l’idrogeno o l’elettricità.

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2 Commenti

  1. Board

    Un Ricercatore ha inventato un macchina che utilizzando energia solare
    produce ossigeno e sostanze oleose ricavandoli direttamente dalla terra,
    si chiamano vegatali…

  2. Luigi

    Il Ricercatore ;)

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