Telefonata riservata? Fatela senza parlare

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Vi arriva una telefonata riservata o dovete farne una voi, ma in entrambi i casi vi trovate in un ambiente non idoneo, attorno a voi c’è molta gente o comunque qualcuno che quella telefonata, per un qualsiasi motivo, non dovrebbe sentirla, come si fa? Fino ad oggi vi sareste messi a tossire, vi sareste nascosti sotto al tavolo o dietro la pianta, sareste corsi in bagno, vi sareste messi a fingere un dialogo cifrato con una persona diversa o, probabilmente, avreste rifiutato la chiamata o non l’avreste effettuata, aspettando di trovarvi in una situazione più consona. Bene, ora non sarà più necessario, al CeBIT hanno presentato una tecnologia per cellulare che rende possibile leggere il labiale, facendo così telefonate mute.

Ci stanno lavorando dei ricercatori del Karlsruhe Institute of Technology; in pratica si tratta di un programma capace di leggere i movimenti delle labbra e trasformarli in un segnale elettrico corrispondente a parole di senso compiuto, che sarà così inviato a chi ascolta dall’altra parte. Basterà quindi soltanto muovere le labbra senza emettere suoni affinchè dall’altra parte sentano delle parole. La tecnologia è stata presentata per la prima volta alla fiera dell’elettronica CeBIT e si basa su un sistema in grado di misurare gli impercettibili movimenti muscolari delle labbra, convertendoli in impulsi elettrici, a loro volta trasformati in una voce computerizzata. Il margine di errore attualmente sarebbe di circa 1 parola su 100, un tasso di fallacità molto basso, che non dovrebbe distorcere in alcun modo il significato di un discorso.

Non vi esaltate troppo comunque, perché la tecnologia è stata presentata quest’anno ma, secondo gli sviluppatori, non sarà in grado di raggiungere il mercato prima dei prossimi 5/10 anni. Le potenzialità però sono molto interessanti: si pensi ad esempio all’etichetta, questo programma permetterebbe un utilizzo civile del cellulare in qualsiasi luogo pubblico, non solo al cinema, ci sia gente che non deve essere costretta ad ascoltare le nostre conversazioni, anche se queste non sono strettamente riservate; oppure si pensi a chi attualmente non è in grado di emettere suoni in seguito a patologie o incidenti. Infine è ipotizzata anche un’applicazione parallela del programma che riconosce la labiolettura nella traduzione simultanea. Insomma, le potenzialità ci sono tutte, per il momento però restiamo costretti a nasconderci nello sgabuzzino a ogni chiamata riservata.

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