Microsoft research: visioni dal futuro

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Nel 1985 una famosa pubblicità si chiudeva con la frase “Ma noi siamo scienza, non fantascienza”, sancendo così, di fatto, una separazione tra il fattibile e l’immaginabile. 25 anni dopo, però, lo sviluppo tecnologico stesso sembra essere in grado di contraddire quell’affermazione e già nel nostro quotidiano ci sono molte tracce del fatto che scienza e fantascienza, presente e futuro, si interfacciano e si compenetrano costantemente e che ormai il limite allo sviluppo è solo la fantasia di programmatori e aziende. Ora un video ufficiale ci mostra il futuro prossimo (9 anni) che stanno immaginando per noi alla Microsoft Research.

Augmented Reality, Cloud Computing, Internet of Things, sono tanti termini per indicare aspetti diversi e complementari della tecnologia prossima ventura. Cose che solo fino a pochi anni fa sembravano frutto di pura fantasia (pensiamo alle interfacce di Minority Report) oggi sono già entrate nella nostra vita quotidiana, con gli smartphone e gli altri dispositivi elettronici sempre più multitouch e Surface che fa capolino quotidianamente nelle nostre case nelle rassegne stampa della TV, senza che ci si meravigli più di tanto e la diffusione dei social network, del Web 2.0 e del cloud computing, che sposterà sempre più servizi e storage nelle “nuvole” di servizi Internet ci hanno già portati in una nuova dimensione di condivisione e circolazione dei dati, che fino a 10 anni fa era impensata e impensabile.

Ora Microsoft diffonde su YouTube un video ufficiale su molti dei concept a cui stanno lavorando in queste “fucine di idee” per il futuro prossimo e ci mostra come sarà la vita quotidiana nel 2019, quindi tra non molto tempo. “L’Internet of Things (l’Internet degli oggetti)? L’espressione indica il superamento dei limiti classici della Rete, che, fuoriuscendo dal mondo virtuale, si collega alla realtà. Ma parliamo di qualcosa che esiste già e che ha solo bisogno di essere più diffuso. Pensiamo a come sia possibile associare tag o sensori a un oggetto, perché venga identificato in modo univoco e i dati che lo riguardano possano essere immagazzinati in database locali. E a come le potenzialità della “cloud” – la nuvola – aggreghino questi dati in un unico database virtuale” spiega in merito Pietro Scott Jovane, amministratore delegato Microsoft Italia; le applicazioni sono quasi illimitate e spaziano dall’ambito domestico fino alla salute. Jovane poi sottolinea lo sviluppo che stanno ricevando anche i supporti: “E’ uno degli elementi-chiave dell’high tech con cui ci interfacceremo. Grazie, per esempio, a display touch, di tipo wireless, dotati di sensori e telecamere, si rivoluzioneranno i modi di creazione e organizzazione dei contenuti, da quelli di lavoro a quelli personali. Il tutto sarà più naturale, proprio come in una conversazione”.

Secondo Jovane, quindi, è possibile prevedere un futuro in cui sprecheremo sempre meno tempo a cercare dati e dedicheremo sempre più tempo a fare ciò che ci interessa e ci appassiona veramente. “Pensiamo a come sarebbe comodo se, una volta arrivati in aeroporto, il nostro cellulare riconoscesse il luogo in cui siamo e ci fornisse sul display le informazioni di cui abbiamo bisogno su voli, ritardi, boarding pass”.

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