L’unione Europea pone l’ultimatum su ACTA

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Ne abbiamo già parlato diverse volte: ACTA, acronimo che sta per Anti Counterfeiting Trade Agreement, ossia accordo commerciale anti contraffazione, è un progetto che Europa e Stati Uniti stanno portando avanti segretamente, per tagliare fuori qualsiasi dibattito trasparente, che coinvolga polita ed opinione pubblica, sperando così di portare in porto la sigla dell’accordo stesso senza alcun tipo di interferenze. Già la scorsa volta che ne parlammo però, il garante europeo per la protezione dei dati (EDPS), aveva fermamente condannato tale procedura e invitato i commissari europei coinvolti nella trattativa a portarla alla luce del sole. Quello però era solo un invito, ora invece arriva l’ultimatum dell’Unione Europea.

Fare le cose alle spalle e di nascosto, si sa, non è mai bello, se poi lo si fa alle spalle di decine di milioni di persone in Europa e USA è davvero brutto, soprattutto se il fine è difendere sempre gli introiti di pochi alla faccia di molti.

Ebbene ormai la pazienza dei rappresentanti del Parlamento Europeo in merito alla faccenda è davvero giunta al limite ed è stata emanata una risoluzione comune, che sarà discussa e approvata in sessione plenaria a Strasburgo e che ha visto la partecipazione trasversale di quasi tutte le forze politiche, affinchè i dettagli sulle negoziazioni in corso siano finalmente aperte al dibattito pubblico, mettendo in pratica un fondamentale principio di trasparenza. L’obiettivo primario è ovviamente quello di obbligare l’Unione Europea a tenere informati tutti i parlamentari sui progressi in vista dell’ormai noto trattato globale anticontraffazione, un obbligo per altro legato alle predisposizioni del Trattato di Lisbona, entrato in vigore il primo dicembre del 2009, che assegna al Parlamento Europeo la facoltà di approvare o meno le nuove regole che dovrebbero estendere la tutela della proprietà intellettuale.

I parlamentari europei hanno comunque già espresso una netta condanna e un rifiuto totale nei confronti dell’ipotesi di ACTA di estendere il regime dei tre colpi e delle disconnessioni dei netizen come soluzioni per combattere il file sharing, sulla scia del famigerato provvedimento francese HADOPI e anche dell’altra ipotesi, relativa al controllo ai confini del contenuto di dispositivi mobile che possano archiviare contenuti pirata.

Insomma, che per una volta i parlamentari di tutti gli schieramenti dimostrino di avere a cuore l’interesse di milioni di cittadini più di quello di una ristretta oligarchia economica?

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