Equo compenso: gli aumenti ufficiali

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Oggi entra ufficialmente in vigore il decreto legislativo varato dal Governo italiano, che come ricorderete, aggiunge una nuova tassa su tutti i dispositivi dotati di memoria di massa e i cui introiti sarebbero destinati alla SIAE come risarcimento per eventuali usi dei dispositivi stessi come contenitori di materiale protetto da copyright. In realtà bisognerà attendere il pronunciamento della Commissione Europea dopo il ricorso presentato da altro consumo, per sapere se la legge dovrà o meno restare in vigore, ma nel frattempo, dando un’occhiata ai nuovi listini, gli aumenti sono consistenti, a tutto svantaggio degli utenti.

Che si tratti di un decreto assurdo l’abbiamo già detto tante volte, in quanto non tutti i dispositivi tecnologici dotati di memoria potrebbero davvero essere utilizzati per contenere materiale protetto da diritto d’autore: voi vi ci vedete a mettere un film sulla macchina fotografica o diversi LP sul decoder Sky o Mediaset Premium? Eppure pagherete di più tutti questi device, per preservare un concetto di copyright antiquato e una società preistorica come la SIAE.

Oggi che il decreto è divenuto attivo i suoi effetti possono essere riscontrati facilmente. Anzitutto c’è da dire subito che le nuove disposizioni prevedono un compenso definito in cifra assoluta e non in percentuale al costo, tranne che per i masterizzatori, per cui l’aumento stimato sul prezzo di vendita dovrebbe essere di circa il 5 %: 23 e 22 centesimi per ogni ora di registrazione musicale rispettivamente per i supporti audio analogici e per quelli digitali (quindi per ogni CD e DVD). Per i DVD riscrivibili invece si parla di 41 centesimi per ogni 4,7 GB. Per i dispositivi di memoria come gli hard disk, sono invece dovuti alla SIAE 0,02 euro per ogni GB fino a 400, e 0,001 euro oltre tale soglia (anche se per il primo e secondo anno il rincaro non potrà superare i 12 euro, e nel terzo i 20). Per le memorie integrate “in un apparecchio multimediale audio e video portatile o altri dispositivi analoghi” si parte da 3,22 euro fino a 1 GB per arrivare a 28,98 euro per dispositivi con capacità superiori ai 250 GB. Per le memorie trasferibili sono richiesti 0,05 euro dai 32 MB ai 5 GB e 0,03 euro da 5 GB in su, e per le chiavette USB oltre i 4 GB l’aumento è di 0,09 euro: tali compensi dovrebbero essere calcolati per ogni GB, anche se in realtà i punti ad essi dedicati, O e P dell’art. 2, non specificano l’unità di misura da considerare. Per i lettori MP3 infine le cifre lievitano, anche considerando le capacità di memorizzazione attualmente più diffuse: 5,15 euro se hanno una memoria tra 1 e 5 GB, 6,44 euro da 5 a 10 GB, 7,73 se da 10 e 15, 9,33 euro oltre 15 e 22,88 euro oltre i 20 GB. Coinvolti nel compenso dovuto alla SIAE per copia privata ovviamente anche i dispositivi di riproduzione di tipo BlueRay, D-VHS e i supporti video analogici. L’aumento in questo caso è di 1,90 € se il dispositivo è privo di masterizzatore e 2,40 € se ce l’ha incluso. Per cellulari e smartphone infine si devono invece 0,90 cent per dispositivo, tuttavia si legge all’art. 3 che per gli apparecchi polifunzionali con memoria o hard disk fissi è dovuto solo il compenso per copia privata commisurato alla capacità di registrazione resa da tale memoria: quindi sembrerebbe possibile che la tassa lieviti in base alla capacità di memoria, indipendentemente da tale compenso fisso.

Per fare qualche esempio ancora più concreto si può prendere il listino prezzi di Apple, che offre più uniformità e quindi una lettura più facile: l’iPod shuffle da 2 GB è salito da 55 a 61 euro, quello da 4 GB da 75 a 81 euro. L’iPod nano da 8 GB passa da 139 a 143 euro, quello da 16 GB da 169 a 174 euro. iPod touch 8 GB è passato da 189 a 194 euro, il modello da 32 GB da 279 a 286. Ci sono invece 10 € in più per il modello da 64 GB.

Non si tratta quindi a quanto pare di pochi centesimi di aumento, ma di parecchi euro per ogni dispositivo, cifre che sicuramente pesano al cliente finale, soprattutto perché davvero poco comprensibili e poco giustificate nella realtà, non resta quindi che sperare nella Commissione Europea.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

3 Commenti

  1. Silvio

    Il nostro è il governo del fare…. Ci diamo da fare per mettere le mani nelle tasche dei cittadini!
    Il nostro è il partito dell’amore… Noi amiamo i consumatori!

  2. ikea

    chi ha costruito un impero utilizzando materiale multimediale ?

  3. Signori, l’equo compenso è servito « goodthing.it

    [...] Pctuner.net c’è un articolo firmato da Alessandro Crea che ci dà qualche cifra (questo il testo per intero): “Per fare qualche esempio ancora più concreto si può prendere il listino [...]

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati