Secondo la UE ACTA viola la privacy dei netizen

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Come abbiamo visto la settimana scorsa Europa e Stati Uniti stanno continuando la loro serie di incontri segreti per cercare di portare a compimento la ratifica dei trattati chiamati Anti Counterfeiting Trade Agreement, meglio conosciuti con l’acronimo di ACTA, al fine di evitare qualsiasi potenziale opposizione politica o sociale, ad esempio da parte delle associazioni di consumatori. La settimana scorsa però è trapelato un documento che molti ritengono attendibile, che aggiorna il punto della situazione al giorno d’oggi e, su quella base,  il commissario europeo si è detto preoccupato, in quanto ACTA violerebbe, se dovesse andare in porto, la privacy degli internauti.

Dopo aver letto il documento in questione Peter Hustinx, garante europeo per la protezione dei dati (EDPS), ha stilato un documento di ben venti pagine in cui esprime tutta la sua preoccupazione per questi accordi segreti, ponendo anzitutto l’accento sulla possibile minaccia per le disposizioni comunitarie a tutela dei dati personali dei cittadini. “La proprietà intellettuale è una questione importante per la società e deve essere protetta. Ma non mettendola al di sopra dei diritti fondamentali dei cittadini alla privacy e alla protezione dei loro dati personali” ha dichiarato Hustinx, riferendosi al capitolo degli accordi che vorrebbe obbligare i provider a trasformarsi in organi di sorveglianza (cosa che giuridicamente non gli compete) al fine di monitorare (ma sarebbe meglio in questo caso dire spiare) le attività dei propri utenti per scoprire eventuali illeciti.

Stesso giudizio, sempre da parte di Hustinx, anche per quanto riguarda le disconnessioni forzate, che sarebbero di fatto un’altra grave violazione dei diritti dei cittadini e della loro privacy. Infine Hustinx si è lamentato per non essere stato consultato dai commissari europei e li ha invitati a portare alla luce queste trattative internazionali, magari attraverso consultazioni e dibattiti pubblici, al fine di capire quanto le misure che saranno eventualmente adottate siano poi effettivamente compatibili con le leggi europee sulla privacy.

Noi del resto non possiamo che sottoscrivere, come sempre, questi appelli e le preoccupazioni nutrite dal garante europeo e  continuiamo nella nostra opera di sensibilizzazione dell’inerte opinione pubblica italiana, indifferente, quando non apertamente schierata a favore di tali manovre, contro i suoi stessi interessi e forse non comprendendo fino in fondo che le multinazionali dell’intrattenimento non stanno proteggendo altri diritti, ma solo trasgredendo le leggi vigenti per favorire i propri introiti economici e notiamo con rammarico come non ci si accorga che tali soggetti facciano appello alle leggi solo quando gli conviene, mentre le violino tranquillamente, come in questo caso, quando non gli conviene rispettarle, il tutto nella più totale indifferenza.

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