Italia: crisi profonda per il settore tecnologico

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

La crisi economica mondiale dura ormai da oltre un anno e, benché ci siano alcuni segni di una potenziale ripresa, sappiamo tutti che l’oggi è ancora molto problematico e che la crisi, lontana dalla sua soluzione, si è anzi se possibile, ulteriormente approfondita e aggravata. Questo ovviamente riguarda un po’ tutti i settori dell’economia, come possiamo verificare quotidianamente nelle nostre vite di ogni giorno, ma in Italia tutto ciò è particolarmente vero per il settore tecnologico, che è in crisi profonda.

Posti di lavoro persi e tagli un po’ ovunque: è la dura realtà di questa grande crisi economica mondiale che dura ormai da oltre un anno e il nostro Paese, purtroppo, non ha fatto ovviamente eccezione. Per quello che qui ci interessa, ossia per il settore dell’innovazione tecnologica, la situazione è particolarmente nera. Secondo i dati raccolti da Confindustria, infatti, la crisi economica ha gravato soprattutto sul settore Servizi Innovativi e Tecnologici, in cui sono stati ben 90 mila i posti di lavoro perduti. Particolarmente duri per il settore che comprende informatica, ingegneria, consulenza e telecomunicazioni sono stati soprattutto i mesi tra aprile 2008 e settembre 2009, periodo in cui è stato registrato un calo del 3,6 %.

Come dicevamo segni di ripresa sono stati registrati solo alla fine del terzo trimestre 2009, con una crescita tendenziale dell’1,2 %, ma ciò è dovuto principalmente solo al recupero positivo del 3,1 % dell’occupazione dipendente, che ha controbilanciato le percentuali ancora negative (-2,1 %) del lavoro autonomo.

Secondo Confindustria questa situazione si è determinata soprattutto per i tagli di budget effettuati dai committenti, soprattutto imprese e Pubblica Amministrazione, cosa che avrebbe costretto le aziende a tagliere le collaborazioni e le consulenze esterne. D’altro canto si sa, purtroppo, che nel nostro Paese le politiche aziendali hanno sempre avuto la tendenza, in tempo di crisi, a effettuare tagli proprio a iniziare dai settori dell’innovazione e della ricerca.

Un vero peccato, sia perché le crisi potrebbero essere invece momenti proficui in cui si taglia ciò che davvero non va e si incentiva invece proprio ricerca e innovazione come strada maestra per uscire dalla crisi, magari prima e meglio dei competitor, sia perché questa politica lascia il nostro Paese indebolito e impoverito industrialmente e mai davvero in grado di e mai davvero in grado di essere protagonista nello scenario tecnologico, in continua mutazione ed evoluzione.

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5 Commenti

  1. Fray

    Italia paese delle banane..
    Tutto un business per le agenzie di somministrazione del lavoro.
    Società precaria in un mondo precario, con una prospettiva di vita e di sostentamento economico… precario!
    E chi fa morire le aziende gli danno premi milionari, tagliano personale strategico in tutti i settori.. i manager anche in italia in carcere subito.

    Di bene in meglio, no?

    E’ la Truffa economica mondiale, non crisi economica mondiale,
    non c’è stata mica la guerra.

    Tanti hanno perso tutto, chi lavora.. chi scommette e fa mala-finanza invece si è arrichito mentre nel 2008-2009 un sacco di gente è caduta nella povertà.

    Globalizzazione = tutti poveri e alcuni maledettamente ricchi.

  2. Antonio

    quindi cerchiamo di essere tra i ricchi, no?

  3. Fray

    La vedo un po’ dura essere tra i ricchi quando da 15 anni (basta vedere i dati delle agenzie ufficiali non si spende un caiser).
    La politica italiana fa ridere.. cercano di correre ai ripari dopo sconquassi finanziari, instabilità politica, inesistenza del sostegno alle famiglie ed imprese.
    E’ tutto un rincorrere. Decisioni prese all’ultimo minuto, scelte dettate da difficoltà contingenti e va avanti tutto di questo passo.

    Tutto torna, la classe dirigente a casa!
    (in parlamento Saviano+Grillo+Versace) chi in questi mesi è intervenuto o in TV o sul Web (qualcuno già da un secolo sui Blog:)
    e hanno documentato arretratezza e l’immobilismo italiano in tutti i comparti.
    Tutti che vogliono riprendere, mentre fino al 2008 dissesti finanziari,
    falso in bilancio, politiche del torritorio atte a far arrichire le imprese che con applalti in italia hanno gonfiato le cifre.

    Ecco perchè non ci sono le risorse per rilanciare un cavolo di nulla (come fanno invece nella parte SANA d’Europa: in modello di riferimento Norvegia, Svezia e Finlandia).
    I fondi per le telecomunicazioni sono mischiati con gli ammortizzatori sociali, hanno fatto la moltiplicazione “del pane e dei pesci” sono gli stessi soldi,
    ci credo che poi hanno bloccato tutto, tutto torna.
    Vergogna (tanto per citarne una).

    Siamo gestiti da gente di 70/80 anni (in tutti i settori strategici), delle vere e proprie mummie da museo delle cere che hanno catalizzato nelle proprie mani tutto il potere economico e di consenso.. questo è il RINNOVAMENTO ITALIANO.. LARGO AI GIOVANI appunto!

    In Italia è tutta da ridere.

  4. Buster

    non condivido che la colpa sia solo dei “capi”, vai a vedere le imprese statali come lavorano i dipendenti
    con il fatto che non possono essere “tagliati” si sentono al di sopra del bene comune, quindi fanno solo i loro interessi senza pensare che quello che dovrebbero fare sarebbe fondamentale per il paese e questo e’ sempre esistito qualunque governo fosse al potere, o no?
    ovviamente ci sono delle persone piu’ scorrette delle altre, ma questo dipende solamente dal poterlo fare o no.
    l’italia e’ un paese dove il ladro e’ accettato e questo va dalla gente comune alle istituzioni.
    fatevi un bel esame di coscienza e fatelo fare ad altri, solo cosi si migliora il paese..
    comunque, Beppe Grillo se vai a vedere bene con chi e’ societa ti rendi conto di molte cose..

  5. dan

    Chiudono le ditte in italia, e le aprono nei nuovi paesi emergenti.
    come potrà mai crescere il pil ? con la fantasia o la finanza creativa ?
    e mettiamoci pure il milione di leggi inutili che l’UE impone ai suoi sudditi,
    e che stroncano sul nascere chi vuole aprire una azienda dal nulla.
    (neanche inizi che hai bisogno di 10 kg di cartacce burocratiche,
    permessi e dichiarazioni tributarie inutili)
    moriremo sommersi da 1000000 leggi inutili e inopportune.

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