Internet ci renderà più intelligenti?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Internet: da quando esiste il suo utilizzo è cresciuto nel tempo e adesso si può ben dire che gran parte della popolazione mondiale viva connessa quasi 24/7, ma anche chi non è ancora “always up” per diversi motivi, economici, tecnici o semplicemente di tempo, usa comunque per diverse ore al giorno questo straordinario strumento. Ci sarebbe allora da chiedersi effettivamente quale sia la sua ricaduta sulla psiche dell’essere umano in generale: come tutti gli strumenti usati dall’uomo, infatti, anche Internet dovrebbe influenzare il nostro sviluppo psicologico, ma in che modo? Se lo sono chiesto anche dei ricercatori.

Il pollice opponibile è stato, in un certo senso, il primo strumento umano e il suo utilizzo ha portato a tutta una serie di trasformazioni, sia fisiche che psichiche: a differenza degli altri animali infatti, l’uomo non interagisce con l’ambiente in base a un “software” preimpostato e abbastanza poco flessibile, ossia tramite le predisposizioni genetiche (una renna ad esempio non potrebbe mai vivere nel Sahara, mentre gli uomini vivono dai poli ai deserti senza alcun problema), ma lo fa attraverso la cultura, ossia la capacità di elaborare risposte complesse che integrano la nostra genetica con una serie di strumenti materiali e abitudini sociali che, tutte insieme, hanno permesso all’Uomo di essere la specie animale più di successo per quanto riguarda l’evoluzione e le capacità adattive ai più svariati ambienti naturali. In uncerto senso l’essere umano è in grado quindi di espandere se stesso e le sue capacità attraverso lo sviluppo e l’adozione di nuovi strumenti e stili di vita, è normale quindi che anche Internet ci stia in qualche modo cambiando, ma come?

Se lo sono chiesto in un recente studio pubblicato dall’Imagining the Internet Center della Elon University, North Carolina e dal Pew Internet and American Life Project, girando la domanda a 900 netizen, tra cui 371 personalità considerate esperte nell’argomento, come ad esempio scienziati, business leader, scrittori e sviluppatori in ambito Web, tra i quali era presente anche Nicholas Carr, che in passato ha già pubblicato un saggio sul tema, intitolato “Google ci sta rendendo stupidi?”.

“Tre esperti su quattro hanno spiegato come l’uso di Internet non farà che aumentare e potenziare l’intelligenza umana” ha commentato Janna Anderson, coautrice dello studio “mentre due su tre hanno dichiarato che l’uso della Rete ha migliorato le capacità di lettura e scrittura degli utenti”, ma c’è anche chi, come Carr appunto, non condivide questo entusiasmo e pensa invece che Internet stia addirittura danneggiando le nostre capacità mentali.

Nella sua visione l’utilizzo massiccio di motori di ricerca ed enciclopedie libere online non farà altro che minare la capacità di concentrazione degli utenti, intaccando la facoltà di pensare in maniera profonda, un effetto che, secondo Carr, non sarà però visibile attraverso la misurazione dei quozienti intellettivi medi. Carr pensa infatti che lo “zapping” tra contenuti favorito dal Web mini la capacità di pensare in maniera profonda, con metodo; insomma Carr crede, sostanzialmente, che l’uso della Rete metta a rischio le capacità critiche e di analisi degli internauti, portandoli a una visione in cui tutta l’informazione è equivalente in quanto sullo stesso piano, ugualmente accessibile e priva di qualsiasi struttura “tridimensionale” che aiuti a capirne il differente valore, e la diversa affidabilità e credibilità.

il 21 % degli intervistati ha concordato con quanto detto da Carr, sottolineando come persino i vari QI saranno decisamente inferiori nei prossimi anni, per colpa delle attuali tecnologie connesse, mentre i restanti due terzi dei partecipanti non sono d’accordo e hanno anzi fissato per il 2020 l’alba di una nuova era popolata da netizen con migliori capacità mentali rispetto ai loro predecessori.

Il problema delle fonti, della loro conoscibilità e della possibilità di ristabilire una gerarchia di valori all’interno del magma di informazioni offerto dalla Rete è sicuramente un problema di questa tecnologia e chi ci segue sa quanto siamo sensibili (e critici) nei confronti di questo aspetto del problema, ma non siamo mai stati favorevoli alla soluzione di “buttare il bambino con l’acqua sporca” e Internet resta attualmente uno strumento straordinario per lo sviluppo delle coscienze degli esseri umani, mai come prima d’ora messi in condizione di essere interconnessi e potersi confrontare e scambiare idee e opinioni. Internet è uno strumento e come tale va imparato ad usare nella maniera più proficua. Gli strumenti di per sé sono neutri, il loro valore e la loro utilità o, viceversa, pericolosità, sta tutta esclusivamente nelle mani di chi li usa. La dinamite ad esempio era nata per coadiuvare e alleggerire il lavoro dei minatori e certo Alfred Nobel non avrebbe mai immaginato che sarebbe stata utilizzata per uccidere in guerra.

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2 Commenti

  1. move

    Internet è utilissimo, ma ogni eccesso è patologico.

  2. Fray

    O ci renderà tutti più inteligenti. o tutti più esauriti.. una delle 2, sicuro.

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