Flattr: la circolazione del denaro si fa social
Web e Business Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commentoSocial, social, se qualcosa non è o non diventa social ultimamente su Internet sembra non volerla nessuno o sembra non essere destinata al successo. Sia come sia, il mercato detta le regole e quindi, in epoca di Web 2.0, social network è la parola d’ordine, l’abracadabra degli affari virtuali, l’apriti sesamo dell’imprenditoria in Rete. E allora ecco che Peter Sunde, fondatore di The Pirate Bay, ritrovatosi ultimamente con molto tempo libero ha deciso di riprendere e portare a termine lo sviluppo di un’idea a cui in realtà stava già lavorando dal 2007: si chiama Flattr ed è la prima community ad economia social.
E’ un’idea che rimuginava già da oltre due anni Peter Sunde, ma la gestione di TPB probabilmente gli portava via troppo tempo per riuscire a metterla davvero in cantiere, ora che TPB non c’è più, o quanto meno non è più sua, ecco che il nostro giovane imprenditore ha deciso di buttarsi anima e corpo su questa nuova idea, capace di fondere community, contenuti e micro pagamenti con i concetti dei social network e del Web 2.0. Si chiama Flattr, per il momento è ancora in beta ma è già possibile usarlo: ma cos’è e come funziona?
In pratica si tratta di una normale community in cui gli utenti, previa iscrizione, possono postare usufruire dei contenuti, che sono quindi condivisi e sviluppati autonomamente. La novità consiste nel fatto che, all’iscrizione, ognuno potrà decidere di pagare una quota: il pagamento è obbligatorio, mentre la quantità di soldi versati no e anzi la soglia d’ingresso è molto bassa, si parla di circa 2 €. Una volta iscrittisi si può iniziare a produrre e condividere i propri contenuti e a usufruire di quelli degli altri; a fine mese il denaro incassato sarà distribuito poi tra l’utenza secondo il classico sistema del gradimento, ossia chi riceverà più voti positivi per i propri contenuti guadagnerà di conseguenza più di chi riceve meno gradimento.
Un modo democratico quindi di promuovere contenuti e ridistribuire la ricchezza in maniera meritocratica e socializzata, che certo al di fuori della rete non esattamente una situazione che si possa vivere tutti i giorni. Se avrà fortuna non lo sappiamo, ma sicuramente è una bella iniziativa, che riesce ad esprimere lo spirito profondo di Internet e dei suoi utilizzatori abituali.














febbraio 19th, 2010 at 4:06 pm
[...] Via pctuner.net [...]
febbraio 20th, 2010 at 3:01 pm
assolutamente da sviluppare