Continua l’offensiva FAPAV: pressioni su Telecom

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

La FAPAV (Federazione Anti Pirateria Audio Visiva) non si arrende e continua l’offensiva che ha scatenato il caso Telecom e di cui vi abbiamo già parlato. Nonostante nella fase istruttoria del processo Telecom, attraverso i suoi legali, ha ribadito di essere solo un provider, quindi un vettore e che non può rispondere dell’uso dei suoi servizi fatto dagli utenti e che anche il garante della Privacy sia sceso in campo al fianco dell’ISP gli avvocati dell’associazione non si arrendono e continuano a fare pressioni, chiedendo al provider di agevolare la repressione dei crimini effettuati a mezzo P2P.

Non demordono i legali dell’associazione, nemmeno dopo la discesa in campo contro le loro richieste nientemeno del garante per la Privacy. In sostanza la FAPAV ha sostenuto di aver monitorato per diverso tempo gli utenti Telecom, sostenendo di aver appurato che la maggior parte fa un uso illegale della connessione, scaricando materiale coperto da diritto d’autore e ha quindi chiesto a Telecom di comunicare alle autorità di pubblica sicurezza tutti i dati idonei alla repressione dei reati, ovvero i nominativi dei cittadini italiani che si celano dietro alle centinaia di migliaia di indirizzi IP che hanno scaricato materiale protetto da copyright.

Il nodo della questione è che, in Italia, non c’è un modo legale per procurarsi questi indirizzi, per cui non si sa esattamente come abbiano fatto quelli della FAPAV a procurarsi questi dati, motivo per cui appunto il Garante della Privacy è sceso in campo. Se quindi questa azione di rastrellamento compiuta dalla FAPAV, probabilmente attraverso la collaborazione di un’azienda straniera, dovesse essere confermata – e l’associazione non ha mai negato finora di aver raccolto anche dati privati- tali prove non sarebbero più ammissibili in sede di giudizio.

Al di là dei procedimenti tecnici e delle questioni giuridiche ciò che a mio avviso colpisce di più è ormai l’aperta arroganza e il mancato rispetto delle leggi (almeno equivalente a quello che fanno coloro che secondo loro sono colpevoli) di questi soggetti, pronti davvero a tutto per difendere con le unghie e i denti i propri privilegi economici. L’altra cosa preoccupante è poi l’indifferenza generale dell’opinione pubblica davanti al livello di tali abusi: siamo talmente in sensibilizzati da non ribellarci più nemmeno dinanzi a un controllo delle nostre vite personali degno del Grande Fratello orwelliano?

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2 Commenti

  1. commandospirit

    che schifo!….allora se io intendessi scaricarmi una canzone ormai lo sà tutta la terra!?…..io non sono indifferente e nemmeno a pro di chi scarica illegalmente ma nessuno deve forviare le leggi statali per promuovere una campagna economica!

  2. Matteo

    Riassumendo :
    1 La Fapav non può monitorare la Telecom
    2 La Telecom non può controllare gli utenti

    e allora come si fà a sapere chi stà scaricando materiale protetto da diritti d’autore ?

    Bella storia eh

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