ACTA procede in segreto

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

ACTA è l’acronimo che designa l’Anti Counterfeiting Trade Agreement, il trattato che dovrebbe rafforzare la lotta globale alla contraffazione e che dovrebbe essere stretto tra Europa e Stati Uniti, ma che si sta svolgendo il larga parte segretamente e al di fuori di qualsiasi istituzione politica, con l’unico fine di arrivare alla ratificazione dello stesso nel più breve tempo possibile, aggirando qualsiasi dibattito polito e istituzionale e le conseguenti eventuali proteste e obiezioni da parte dell’opinione pubblica e delle associazioni di consumatori.

Ma quanto sono realmente potenti e quanto peso hanno le multinazionali dell’intrattenimento? Evidentemente tanto, ma davvero tanto, molto più di quanto si possa immaginare, potenti al punto da influenzare la politica di più Stati, quando non addirittura di coalizioni di Nazioni (come l’Europa) o addirittura gli Stati Uniti d’America. La riprova è che gli incontri per siglare gli accordi ACTA si stanno svolgendo in gran parte segretamente, alle spalle della politica ufficiale e dell’opinione pubblica, al fine di eliminare qualsiasi resistenza e dibattito politico sui loro contenuti e la loro approvazione, rendendoli pubblici solo a trattato ratificato: non c’è che dire, un modo davvero democratico di portare avanti le decisioni importanti.

La riprova è emersa in questi giorni, con un documento riservato, evidentemente sfuggito di mano a qualche partecipante e rimbalzato poi in Rete, dove si riporta sinteticamente il contenuto del settimo incontro segreto, tenutosi in Messico. Gli Stati contraenti a quanto pare non hanno dubbi: ACTA va ratificato al più presto, possibilmente entro questo stesso anno, ecco perchè entro l’estate ci saranno già altri due incontri segreti.

Purtroppo l’intera vicenda è avvolta da nebbia e nessuno pare curarsene più di tanto e gli Stati coinvolti smentiscono con puntualità quelle poche illazioni che qualcuno si ricorda di muovergli, come l’estensione della Dottrina Sarkozy a tutti i Paesi sottoscrittori del trattato o la possibilità che i lettori MP3 siano controllati alle frontiere per controllare se contengono brani e filmati coperti o meno da copyright.

Dove si voglia arrivare quindi non si sa esattamente, ma è comunque inquietante che tali trattative siano svolte al di fuori di qualsiasi contesto politico e legislativo e per di più non alla luce del sole ed altrettanto preoccupante è anche l’atteggiamento apatico dell’opinione pubblica, che non reagisce minimamente a manovre oscure di questo genere, tenute alle proprie spalle e, con tutta probabilità, col fine di cancellare qualsiasi rimasuglio di diritto civile, unicamente per proteggere forti interessi economici internazionali.

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