Il Web si evolverà verso la semplicità

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Oliver Reichenstein è uno dei più famosi e importanti Web designer sul mercato e, secondo lui, attualmente il Web è, nel suo insieme, ancora troppo complicato da usare per la maggior parte delle persone: colpa dei designer, certo, ma anche dei proprietari e del modello di business spesso adottato. Ecco allora un veloce ritratto in quattro punti di come dovrebbe essere e di come quasi sicuramente sarà sempre più a breve Internet secondo il celebre architetto di siti.

Il Web è, tutt’ora, troppo complicato da utilizzare e spesso, quando si sviluppa una sito non si pensa che la sua logica interna può apparire assi ostica ai non esperti. Secondo Reichenstein infatti il motivo per cui altri media sono ancora in vantaggio su Internet, almeno in termini di diffusione, consiste proprio nella superiorità dell’interfaccia: “nessuna pagina Web potrà mai equiparare la rapidità con cui sfogliamo fisicamente un libro. Lo stesso può essere detto riguardo la radio: viaggiare tra una stazione e l’altra continua ad essere più semplice che caricare il proprio iPhone. In termini di velocità, le interfacce tradizionali rappresentano ancora punti di riferimento imprescindibili per gli sviluppatori”, afferma il celebre Web designer ed indica quattro aspetti cruciali in cui a breve i siti dovranno per forza di cose migliorare se si vuol ottenere una maggior diffusione e accessibilità del media: il modello di business, la semplicità, la velocità e l’estetica.

Secondo Reichenstein infatti uno dei problemi principali è il modello di business dietro tanti siti, spesso confuso e poco delineato, quando non del tutto assente: “Molti siti si costringono a guadagnare denaro attraverso una pubblicità insistente e casuali funzionalità legate all’e-commerce. Pensano, erroneamente, che offrendo di più hanno maggiori possibilità di guadagnare qualche dollaro [...] I Web manager hanno bisogno di un modello business razionale e di una razionale struttura del sito, se vogliono guadagnare più denaro on line. Invece di ammassare funzionalità, i siti dovrebbero essere più intelligenti, mostrando pochissimi dati inutili e consegnandoci, invece, solo elementi rilevanti” spiega.

A detta del celebre architetto di siti comunque le cose stanno iniziando a cambiare, anche nelle scuole di Web design. Un altro aspetto, strettamente correlato a questo, è la semplicità dei siti. Come riportato all’inizio infatti Reichenstein è convinto che la maggior parte delle interfacce oggi sia ancora troppo confusiva, affollata e poco accessibile e cita invece come esempi positivi i siti di Google, World of Warcraft e Flickr.

La velocità è il terzo aspetto, a sua volta legato ai primi due: per Reichenstein questo aspetto è ancora carente e spesso sono necessari troppi passaggi per ottenere quello che si vuole, cosa che scoraggia la gran parte delle persone egli rende l’uso di Internet difficile e ciò non è dovuto a un problema tecnico, ossia alla banda disponibile, ma proprio a una cattiva implementazione dei siti stessi: “I Web designer del futuro si concentreranno meno sulla superficie estetica e di più sulla velocizzazione dei processi Web, riducendo la gestualità necessaria. Il modo migliore per imparare qualcosa sulle interfacce veloci è studiare quelle disponibili nella nostra quotidianità: penso alle maniglie delle porte, ai cassetti, alle bottiglie di shampoo. I Web designer devono imparare di più dai designer dei prodotti tradizionali.”

Infine l’estetica che, sempre secondo Reichenstein, è stato un aspetto eccessivamente curato in passato, ma che ha contribuito in un certo senso a rendere più complicato l’accesso ai contenuti, invece di semplificare il tutto: “All’utente interessa l’interfaccia, il modo in cui usa il sito, e non la superficie. Pensate all’impiego di Internet nella telefonia mobile. I siti pensati per i telefonini non hanno un’apparenza bizzarra. In genere non badano a un’estetica di superficie. Ed è per questo che hanno successo. Le dimensioni ridotte dello schermo e la capacità di trasferimento dei dati dei nostri cellulari costringono i designer a tagliare tutti gli elementi ornamentali, e a concentrarsi sulla pura interazione con l’utente. Così i designer, invece di perdere tempo sul grado di sfarzo e sulla cromia migliore o sul tipo di carattere migliore da impiegare, devono concentrarsi sull’interfaccia, su quello che ci farà l’utente.”

Reichenstein è altresì consapevole che la trasformazione non sarà né breve né facile, ma si dice ottimista, perché vede già i semi del cambiamento: “Se un tipico progetto di design aziendale si decide in un processo top-down, dove la questione di solito si attorciglia attorno a dettagli insignificanti, tipo colore e forma del logo, non si va lontano. Fortunatamente il cambiamento da ciò che l’amministratore delegato vuole a ciò di cui l’utente ha bisogno sta per compiersi in svariati settori. Una delle ragioni per cui la Wii di Nintendo e l’iPhone di Apple hanno vinto la loro battaglia contro concorrenti più potenti è che sono molto più vicini all’utente rispetto agli altri prodotti sul mercato. Ecco perchè ormai esiste una salutare tendenza generale secondo cui i siti vanno fatti usando poche fonti tipografiche standard, create per visualizzare la schermata nel modo ottimale. La standardizzazione del Web design è un fatto molto positivo.”

Vedremo dunque cosa succederà, ma sicuramente Reichenstein ha ragione a vedere già in atto segnali di cambiamento, poiché è normale che ogni evoluzione va dal primitivo al semplice, passando per la complessità, ossia lo stadio in cui Internet si trova attualmente.

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Un commento

  1. ENGINE

    Beh… non c’e’ niente di piu’ semplice di un foglio di carta a sto’ punto…

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