Aumenta il costo della tecnologia, grazie alla tassa per la SIAE

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Il mercato ideologicamente vecchio del multimediale (film,musica etc.) non sa proprio più cosa inventarsi per restare a galla senza essere costretto a cambiare approccio al mercato e ai nuovi modelli fruitivi e questo non perché ci sia qualcosa di male nei nuovi, ma solo perché lo status quo garantisce margini di guadagno più ampi ed allora è più redditizio permettere che i nuovi costumi ricadano esclusivamente nel dominio dell’illegalità, oppure inventarsi nuove tasse: quest’ultimo è il caso di cui discuteremo oggi, visto che il governo ha approvato da alcuni giorni una nuova legge che estende l’equo compenso destinato alla SIAE a tutti i dispositivi Hi-Tech dotati di memoria.

L’equo compenso esiste in tutta Europa e consiste in una tassa su alcuni supporti, ad esempio CD e DVD vergini, da versare alla SIAE come compenso appunto per le copie legittime che l’utente farà dei propri file regolarmente acquistati. Non voglio entrare ora nel merito della tassa, se cioè sia giusto pagare due volte i diritti di un prodotto che, essendo regolarmente acquistato, ha già dato il suo contributo alla SIAE; in molte altre occasioni ho parlato della necessità di adottare nuovi tipi di licenze che permettano al tempo stesso la tutela dei diritti di autori e distributori, conciliandoli però con una maggiore accessibilità da parte dei fruitori e sicuramente ne parleremo ancora. Qui voglio invece affrontare il discorso legato all’approvazione di un decreto, da parte del Ministro Bondi, che prevede l’estensione di questa tassa a tutti i dispositivi Hi-Tech dotati di memoria.

Si tratta di un provvedimento che aumenterà a dismisura gli introiti della società: secondo le stime di Confindustria e Assinform infatti nel 2010si passerà dagli attuali circa 70 milioni di euro a oltre 300, un salto di qualità notevole, non c’è che dire, soprattutto perché saranno tassati tutti i dispositivi, anche quelli che palesemente è quasi impossibile utilizzare per metterci sopra film o musica. Cosa metteremo ad esempio su un decoder Sky dotato di hard disk? E in un cellulare base con pochi Mb? Nella macchina fotografica? Eppure saranno tutti tassati.

Si tratta evidentemente di una palese assurdità, che introdurrà una norma unica nel suo genere in Europa e che non ha altro scopo che trovare nuovi fondi per foraggiare un istituto vecchio come la SIAE, che avrebbe invece bisogno di una riforma e un ripensamento sostanziali, per adattarsi ai nuovi scenari di fruizione di musica e film. Ma si sa, le lobby preferiscono sempre mantenere lo stato di fatto, specialmente quando è così vantaggioso dal punto di vista economico.

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16 Commenti

  1. labview

    S.I.A.E

    Società
    Incassi
    Abusivi
    Estremi

  2. fedcas

    chi volesse discuterne può farlo anche sul forum: http://www.pctuner.net/forum/free/123741-tassa-siae-sui-dispositivi-tecnologici.html#post1745349

  3. Kekerosberg

    Ma certo, parliamo di abusi.
    Fantastico!

    E il fatto che il diritto di autore sia sceso del 60% negli ultimi 10 anni?
    Con la conseguenza che la creatività artistica, soprattutto musicale, è stata stritolata?
    Chissenefrega?

    Io domando:
    perchè chi inventa un frullatore percepisce le royalty sul frullatore e chi inventa una canzone 7 volte su 10 non percepisce le royalty perchè la canzone viene scaricata illegalmente?
    Semplice. Scaricare da internet un oggetto non è possibile, un contenuto digitale, sì!

    Questa legge non solo è giusta, ma verrà estesa a siti come Youtube (che ha già cominciato a pagare) e alle società di telefonia. Forse che la banda larga serva a leggere le mail?
    No, serve a scaricare contenuti protetti nel 70% dei casi.

    Tanta salute.

  4. Stefano

    Ciao Alessandro,
    dici che il mercato multimediale è ideologicamente vecchio e serve un ripensamento.
    Su questo sono d’accordo.
    Ma quale potrebbe essere secondo te una soluzione “moderna” al problema?

  5. Alessandro Crea

    Per com’è organizzata ora, la gestione del copyright ingrassa solo le case di distribuzione e produzione, non certo gli autori e non è vero che le spese così elevate sono necessarie perchè ci sono tanti problemi a diversi livelli che andrebbero discussi: la qualità dell’offerta, le modalità di distribuzione, di fruizione etc. Argomenti troppo lunghi da affrontare in un messaggio e anche in un blog.
    Sinteticamente comunque per me la soluzione migliore sarebbe l’accoppiata tra una gestione ispirata ai Creative Commons e una distribuzione basata su marketplace elettronici sulla falsariga dell’Apple Store.
    La cosa sarebbe possibilissima ma richiederebbe una “rivoluzione” del mercato che alle major non conviene e la cosa che mi spiace di più è vedere i consumatori attuali, vere vittime di questo mercato, difendere i loro “aguzzini”, invece di prendere coscienza della complessità del problema e ribellarsi: l’accesso alla cultura dovrebbe essere libero e la fruizione molto meno costosa, il tipo di licenza di cui sopra e una distribuzione elettronica capillare permetterebbero tutto ciò, mantenendo al contempo il guadagno degli autori, ma ovviamente l’intero castello della produzione distribuzione attuale crollerebbe e, indovinate un po’, gli attuali padroni non vogliono.

  6. Mauro

    Mi dispiace ma non concorderò mai con una tassa come questa.
    Sono stufo di pagare perchè non si fermano quelli che scaricano da internet.
    Ho comprato sempre e solo giochi originali e mi tocca pagare un’ulteriore tassa.

    Il partito delle tasse colpisce ancora (perchè questo è sempre più il partito delle tasse). Alla fine a pagare sono sempre i soliti (come per le tasse del resto, gli altri evadono e gli fanno pure lo scudo fiscale)

  7. Mauro

    Non concorderò mai con una tassa generica così; non vale assolutamente la pena comprare videogiochi originali (tutti originali i miei) se poi ti tocca pagare un’ulteriore tassa. E’ un danno come al solito per le persone che acquistano le cose originali.
    A questo punto conviene senza dubbio copiare tutto il copiabile e al limite rubare un pc tanto arriva l’amnistia.
    Il governo delle tasse ha colpito ancora
    Attn: la prossima cosa sarà : castriamo tutti i maschi in maniera preventiva così non ci saranno più stupri? Ormai le leggi sono tutte così; totalmente illiberali (Come quelle degli aeroporti,degli stadi,ecc)

  8. roberto

    Concordo con Alessandro. Questo tipo di tasse difendono solo lobby con i loro sistemi vetusti.
    Il problema è sempre il solito: politicanti che fagocitano leggi/tasse su materie che nemmeno ben conoscono….o almeno così voglio sperare.
    In questo caso pretendono di salvare un sistema (quello discografico) cercando a tutti i costi di mantenere in vita SIAE e compagnia, come se da loro dipendesse la produzione artistica.
    E non conta il fatto che il cantautore di turno prenda 1/5 dei proventi di vendita.
    Non conta la considerazione che sia proprio lui l’anello indispensabile della catena di produzione-vendita e che tutti gli altri anelli potrebbero anche non esistere.
    Chissà quanti proventi ha ricevuto il povero artista dalla tassa sui supporti multimediali. A giudicare dall’andamento di tutto quello che è produzione artistica, direi che siamo nella miseria più nera.
    Eppure quei proventi a qualcuno arriveranno.
    E arriveranno anche quelli di questa nuova tassa.
    La verità è che oggi qualsiasi persona può pubblicizzare la propria produzione da solo usando la rete o per lo meno scegliere tra una moltitudine di piccole etichette che bastano e avanzano e per difendere il diritto di autore bastano le associazioni di categoria. Ergo SIAE e pachidermiche case discografiche non hanno più senso di esistere così come sono strutturate, però continuano a tassarci e a far morire di fame gli artisti pur di tenerle in vita….e certo! bella soluzione
    A voi le conclusioni

  9. Massimo

    Molto bene, vorrà dire che il prossimo hard disk esterno lo comprerò via internet in europa. Lo pago meno, le spese di spedizione sono più basse che in Italia (!) e non do soldi ai quei ladri della SIAE.

  10. gippo

    visto che si paga la tassa, d’ora in poi sarà legittimo scaricare qualsiasi cosa dalla rete?

  11. Michaelschumacher

    Keke sei uno dei miei preferiti e sono sicuro che faremo grandi cose insieme alla Mercedes. Ma di ‘equi compensi’… kein gut!
    I dispositivi di memorizzazione di massa non vengono utilizzati soltanto per salvare e utilizzare materiale soggetto a diritti d’autore. Altrimenti, scambiare file potrebbe davvero diventare un’attività remunerativa per tutti.
    Forse occorre lavorare di più con i principali attori del mercato ICT (non solo in Italia) per salvaguardare quello che senza ombra di dubbio rappresenta “lo stipendio” di chi crea un’opera – come cita il sito della SIAE.
    Del resto, annichilire la mobilità di massa tramite ulteriori tasse sulle auto non serve certo ad abbattere l’inquinamento atmosferico. Di più si può fare obbligando i costruttori di auto a dedicare una percentuale della produzione a veicoli a emissione zero. Come si sta già facendo in alcuni paesi.
    E poi sul principio dell’equo compenso, potremmo trovare tante altre circostanze idonee. Per esempio, visto che molti esercenti non sono abituati a fare lo scontrino e i controlli a tappeto diventano impossibili potremmo imporre un siffatto compenso per l’Erario stesso. Magari a carico di baristi, parucchieri, calzolaii, etc.
    Però su una cosa le invettive sono in errore: non si tratta di una tassa, ma di un ‘compenso’. Così sarà citato in Gazzetta Ufficiale.
    Ecchissene? In effetti…

  12. Cyber-Boy

    Mr. Keke
    Lei ha esposto un dato reale, cioè che il diritto d’autore è sceso del 60% negli ultimi 10 anni accusando solamente il fatto che ciò è dovuto al downloading illegale. Lei sà però che la maggior parte dei brani o addirittura intere discografie scaricate illegalmente sono di autori precedenti al 2000? 1 o 2 canzoni di un nuovo cantante (es. Marco Carta) posson esser scaricate da un cybernauto e di conseguenza danneggiare l’autore ma la maggior parte dei brani spesso appartengono ad autori più vetusti ma anche più professionali (es. Led Zeppelin) che dell’equo compenso non gliene importa proprio! Se uno che inventa una canzone 7 volte su 10 non percepisce royalty forse la colpa non è della pirateria ma del semplice fatto che ha realizzato una canzone talmente stupida che l’avrebbe potuto scrivere un bambino della 2° elementare o, in caso contrario, perchè la sua notorietà è stata appannata da qualche squallido personaggio preso da un irreality show!
    Parlando invece di questo decreto legge è sbagliato sia moralmente dato che non posso condannare una persona per un crimine che forse commetterà e sia storicamente poichè colpisce economicamente il settore tecnologico giò fiaccato da questo periodo di crisi!

  13. il mago

    è uno schifo!
    Per chi come me ha un’azienda informatica, sarà costretto ad aumentare i prezzi per i pc e notebook.
    I supporti dvd si trovano su internet a 20/25 cent….faremo lo stesso con gli hard disk, ingrassando le tasche di tedeschi, spagnoli, cinesi, etc.

  14. Kekerosberg

    Gentilissimi Michaelshumacher e Cyber-Boy, le vostre argomentazioni sono interessanti.
    Ma nel primo caso (Michael) viene detto che le memorie di massa non servono “solo” per archiviare file soggetti a diritto d’autore.
    Vero.
    Ma servono “soprattutto” per quello. O, per lo meno, “anche” per quello. Convenite?
    E come dovrebbe difendersi un’istituzione, pur discutibilissima, come la Siae? Facendo indagini sui singoli hard disk? Impossibile.
    E allora, esattamente come i supermercati che ricaricano del 5% la merce per far fronte al taccheggio, e tassano i clienti onesti, verranno tassate tutte le memorie di massa, anche quelle usate onestamente.
    In quale altro modo potrebbe arginare un fenomeno straripante come quello del download illegale?
    Nel secondo caso (Cyber), affermare che ai Led Zeppelin “dell’equo compenso non gliene importa proprio” è del tutto arbitrario. Sarebbe come dire che le Ferrari devono essere regalate perché la famiglia Agnelli ha già guadagnato abbastanza.
    Posto che si decida che sia giusto e si decida di portarle via, le Ferrari, però bisogna portarle via fisicamente. Rubarle. Ed è reato.
    Rubare una canzone, invece, perché non deve esserlo?

    Avete una risposta?

    P.S.
    Caro Michael, io sono Keke, il tuo compagno è Nico! ;-) )

  15. Kekerosberg

    Vorrei dire 2 parole anche ad Alessandro.
    Affermare che chi si ingrassa siano le case di produzione e distribuzione è una falsità.
    Le major discografiche sono al collasso e licenziano ogni anno il 15% del loro personale.
    Le distribuzioni vanno quasi di pari passo.
    E le major cinematografiche stanno arrivando allo stesso punto di crisi.
    Chi si ingrassa, se non ti dispiace, sono i ladri che ottengono prodotti protetti da copyright rubandolo dal web.
    E danno luogo a fenomeni storpi e discutibili come una “tassa su tutto” che scontenta tutti.

  16. Aleb

    Kekerosberg:
    > Ma servono “soprattutto” per quello. O, per lo meno, “anche” per quello. Convenite?

    Questa è una delle affermazioni più superficiali che mi è capitato di leggere su quest’argomento!
    Lavoro nell’informatica e non pirato musiche o film: la realtà che vedo, visto che conosco sia privati che aziende è che:
    - nelle aziende c’è un PC per ogni posto di lavoro
    - nelle aziende ci sono anche server con dischi in mirror che contengono quindi gli stessi identici dati 2 volte (col doppio della tassazione, ma con metà dei dati)
    - nelle aziende ci sono unità di backup che tengono copie degli stessi identici dati su più supporti (ciascuno tassato); un piano di backup decente prevede almeno l’utilizzo di 7 supporti.
    - a casa non tutti hanno un computer
    - a casa non tutti quelli che hanno un computer piratano musiche

    Essendo dati di fatto, mi sembra ovvio che principalmente verranno tassate pesantemente le attività (che per vivere hanno bisogno di questi supporti) e non tanto i privati che tanto per piratare musiche ordineranno anche i dischi fissi e non solo i CD da Nierle in Germania.

    Quindi io mi sto preparando ad avere una diminuzione delle vendite dei PC/dischi sostitutivi, per far sì che la SIAE si ingrassi a spese delle aziende che per campare hanno bisogno di questi dispositivi.
    Una tassazione di questo livello non ha pari in tutta Europa.

    Ti sembra giusto? A me sembra una delle tante stronzate del tipo “prendo i soldi dove ci sono”… allora alziamo anche l’ICI e il bollo auto per pagare la SIAE, mi sembra che abbia più o meno lo stesso senso.
    Qui non si risolve il problema, se ne creano altri e si portano soldi fuori dall’Italia!

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