IsoHunt: i motori di ricerca di Torrent devono essere legali

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Parafrasando una celebre frase di Woody Allen l’attuale situazione nel mondo di BitTorrent si potrebbe descrivere dicendo The Pirate Bay è morto, Mininova è morto e anche il P2P non sta tanto bene. Già perché ormai l’iniziativa delle major in questo campo sembra inarrestabile echi non è stato travolto da qualche processo ha deciso comunque di cambiare voltoalla propria attività per evitare guai peggiori e, seguendo al strada tracciata a inizio decennio da Napster, si ricicla in attività completamente lecite, da poter svolgere alla luce del sole, a pagamento naturalmente, oppure vende proprio l’attività a qualche azienda. Ma a seguire le orme dei suoi colleghi IsoHunt non ci sta proprio e porta avanti la sua battaglia per il riconoscimento legale del P2P, almeno in Canada.

A Gary Fung, patron e fondatore del motore di ricerca IsoHunt, quest’aria di caccia alle streghe proprio non va giù e, a quanto pare, non ha alcuna intenzione di gettare la spugna sulla falsa riga dei suoi colleghi, arresisi allo strapotere delle multinazionali dell’intrattenimento. IsoHunt quindi per il momento non solo non chiude e non cessa l’attività, come vorrebbe la CRIA (ossia la RIAA canadese), che gli aveva inviato la fatidica lettera di diffida, ma chiede e ottiene di portare l’intera questione in un’aula di tribunale, in un processo vero, eprchè vuole che una corte si pronunci sulla legalità o meno di questo tipo di motori di ricerca, andando a costituire, in caso positivo, un clamoroso precedente.

Secondo Fung infatti alla fine questi siti non fanno niente di illegale, sia perché funzionano come semplici motori di ricerca, indicizzando i file, un po’ come fa Google, sia perché la gran parte del P2P e del file sarin non riguarda materiale protetto da copyright, sia infine perchè, nello specifico, Fung sostiene di aver sempre prontamente soddisfatto le richieste della CRIA, rimuovendo su richiesta i puntatori a materiale illegale.

La battaglia di IsoHunt e di Fung è interessante, perchè mira a scardinare uno dei luoghi comuni portati avanti dalle major, in Canada come nel resto del mondo, che vede spesso e volentieri sbandierare il diritto d’autore e la protezione del copyright come spauracchio nei confronti dell’opinione pubblica, mirando in realtà semplicemente a mantenere lo status quo in termini di mercato e innovazione tecnologica in mano a una ricca quanto ottusa oligarchia economica, ossia le major stesse. “Bisogna combattere il clima dal quale siamo sempre più sommersi secondo cui il file sharing è un furto”, ha dichiarato Fung, che ha anche sostenuto di essere disponibile a un confronto diretto con la CRIA e le etichette discografiche anche fuori dalle aule di tribunale, sempre ammesso che esse accettino di collaborare: “La palla che ci avete lanciato è ora tornata a voi” ha infatti concluso.

Come finirà non lo sappiamo (ma lo temiamo), certo è che il clima si fa sempre più pesante, nell’indifferenza totale della stessa opinione pubblica, che non comprende come stia perdendo una grande occasione per proteggere i propri interessi e il principio di accesso democratico e gratuito al sapere dalle grinfie della speculazione economica.

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Un commento

  1. Fray

    Potrebbe vincere la causa.. è infatti lo stesso concetto di eMule,
    i creatori del P2P non hanno mai detto o sostenuto la diffusione di materiale
    protetto da copyright, ma solo materiale digitale free/opensource.

    Sono gli utenti con le loro spontanee iniziative a inserire materiale coperto da diritto d’autore.

    Speriamo che vinca!

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