eReputation: arrivano gli spazzini del Web

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

World Wide Web: la Rete Mondiale. Una miniera di informazioni, immagini, dati immensa e in costante espansione, ma ormai così estesa e stratificata da diventare incontrollabile. Nelle sue pieghe può quindi restare di tutto, ad esempio foto che non avremmo voluto fossero pubbliche, o notizie compromettenti che rovinerebbero la nostra immagine pubblica. Fenomeni che hanno chiaramente molta più importanza per personaggi famosi o aziende, ma che possono riguardare, e accade sempre più spesso, anche i singoli individui con una vita normale. Per tutti costoro adesso esiste la soluzione: aziende specializzate che ricercano tutto ciò che riguarda un personaggio e lo cancellano, per sempre. Ma a un prezzo.

I social network, da quando esistono hanno risolto parecchi problemi, permettendo a persone lontane di ritrovare cari e amici, ma hanno anche creato nuovi problemi, soprattutto di privacy. Le foto e i dati riguardanti ciascuno fluiscono liberamente per la Rete, spesso senza controllo alcuno da parte del diretto interessato, che magari lo scopre solo quando il danno alla propria immagine è stato già fatto, cosa assai grave soprattutto per personaggi famosi e aziende, ma che può essere fastidioso anche per ciascuno di noi. Ora però esistono delle società specializzate nel ricercare e cancellare le informazioni, dietro lauto compenso.

Un esempio nostrano è la Reputation Manager, azienda di 15 dipendenti con sede a Milano e giro d’affari in crescita esponenziale. “Non si tratta soltanto di aziende o personaggi pubblici, ormai si rivolgono a noi anche privati”, conferma Andrea Barchiesi, manager dell’azienda in questione. “La casistica è vasta, c’è chi vuole eliminare volgarità dette in qualche forum, chi vuole integrare notizie incomplete sul proprio conto, chi cerca banalmente di cancellare il passato (una condanna, un divorzio, un licenziamento) per rifarsi un presente. Dopo una prima mappatura, facciamo un lavoro, direi sartoriale, di pulizia”. Una delle tecniche più collaudate si chiama reingegnerizzazione dei motori di ricerca. In pratica, si inseriscono in rete una serie di notizie o immagini positive sul cliente e poi, attraverso l’uso di complessi algoritmi e parole chiave, si fa in modo che queste siano indicizzate nelle prime pagine delle ricerche, molto prima di quelle compromettenti, che avranno quindi meno chance di essere consultate. Altre volte invece, spiega Barchiesi, si dialoga con il responsabile di tali contenuti per convincerlo a rimuoverli o integrarli, mentre nei casi più estremi si può addirittura arrivare alla denuncia.

Secondo Oreste Pollicino, professore di diritto della comunicazione e dell’informazione alla Bocconi, pensa invece che la tutela della eReputazione dovrebbe essere un diritto, ma In Italia la normativa di riferimento è ancora quella del 2003, e non prevede che gli ISP abbiano un obbligo specifico di vigilanza, anche se devono rimuovere il contenuto illecito, una volta ricevuta notizia dello stesso. In assenza quindi di una specifica tutela giuridica certa ecco spuntare quindi aziende come la Reputation Manager, i cui costi vanno da cento a diecimila euro, un prezzo che ciascuno, a seconda dei propri scheletri nell’armadio, potrà decidere se vale o meno la pena di pagare.

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