Capitale Digitale: si parlerà di Open Internet e Copyright

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Parte in questi giorni, a Roma, la quarta edizione di Capitale Digitale, un ciclo di incontri promossi da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, Comune di Roma e la celebre testata Wired. Il convegno annuale cerca di fare il punto sugli aspetti della cultura digitale insieme a esponenti di livello internazionale provenienti da settori ed esperienze differenti. Quest’anno il protagonista sarà sarà Joi Ito, CEO di Creative Commons, la principale organizzazione non profit dedicata all’espansione della portata delle opere di creatività offerte alla condivisione e all’utilizzo pubblici, che ha come obiettivo quello di riformulare non solo le leggi, ma il concetto stesso di copyright nell’era digitale; si parlerà quindi di temi attuali come Open Internet e Copyright.

L’incontro, dal titolo “Creative Commons – The next level of innovation”, sarà aperto proprio da Ito, che terrà un intervento dal titolo “Creatività, innovazione e business nella rete – Una prospettiva imprenditoriale”, con cui tenterà di spiegare i motivi per cui “un quadro giuridico che garantisca al tempo stesso neutralità, apertura e avanzamento della tecnologia sia la condizione necessaria per il fiorire dell’innovazione e della creatività e per lo sviluppo di un sistema economico capace di rispondere positivamente agli stimoli del mercato”, come lui stesso afferma. Ito poi aggiunge che solitamente l’opinione pubblica è più favorevole a queste tematiche di quanto non lo siano i governi, preoccupati più di imporre sempre e comunque un controllo dall’alto.

Poiché proprio in questi giorni in Italia, il paese che lo ospiterà per la conferenza, si sta nuovamente parlando di assurdità strumentali come il controllo di Internet, a seguito dei fatti gravi avvenuti nei giorni scorsi, Ito si è così pronunciato in merito: “La mia opinione è che una società per crescere deve usare lo stesso sistema che si usa per curare il proprio corpo. Un corpo solido lo si costruisce quando ti esponi, quando accetti di superare dei limiti, quando ti poni in maniera aperta davanti alle sfide e le intemperie. Internet ha molte difficoltà, non è diventato forte con il controllo ma con l’apertura, l’esposizione alle “intemperie” e il superamento dei limiti. Internet non andrà via, la tecnologia dell’informazione sarà qui per sempre, e la società crescere ha bisogno di essere aperta non di essere limitata, le società libere crescono, quelle controllate no”.

Infine Ito ha rilasciato anche qualche parola sul concetto di diritto d’autore, dicendo che chi appoggio le licenze di tipo Creative Commons non chiedono affatto di eliminare il copyright, ma vogliono invece tentare di dare a chi produce contenuti la possibilità di decidere cosa e come proteggere. Insomma maggiore flessibilità, che sia in grado al tempo stesso di garantire neutralità e apertura del media, conciliandola con la protezione dei reali interessi degli autori, non con la semplice difesa di privilegi e sfruttamento economico di pochi.

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