Browser: Microsoft ha ceduto sul ballot screen

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

Dopo quasi 10 anni di carte bollate e circa 1,7 miliardi di euro di multe, Microsoft alla fine ha capitolato riguardo alla vicenda nota come ” la guerra dei browser”.

ballot screen Microsoft


Tutto nacque da una denuncia all’Antitrust dell’Unione Europea da parte di Opera, browser concorrente di Internet Explorer, in quanto Microsoft, negli anni, aveva assunto una posizione di assoluto predominio del mercato integrando Internet Explorer nei propri sistemi operativi. Questo non permetteva alle aziende concorrenti di gareggiare ad armi pari con il colosso di Redmond ed infatti i numeri lo dimostravano: ai giorni nostri la quota di penetrazione sul mercato di Internet Explorer è del 65%, molto inferiore rispetto a quella di pochi anni fa, ma ancora irrangiungibile per chiunque.

Nel frattempo sono sorti ottimi browser che si sono sviluppati nel tempo primo tra tutti Firefox di Mozilla, utilizzato da quasi il 25% dei navigatori mondiali.

La Commissione Europea non ha mai fatto sconti a Microsoft in questi anni riguardo questa vicenda, l’estate scorsa BigM aveva proposto la creazione di un ballot screen, ovvero una schermata da cui poter scegliere il browser preferito da una nutrita lista. Ci sono voluti un po’ di mesi ma alla fine il Commissario alla Concorrenza Neelie Kroes ha dato esito positivo ed ha accettato quanto proposto da Microsoft.

Il ballot screen sarà presente durante la prima installazione di tutti i recenti sistemi operativi di Microsoft. Per quelli più datati e che sono già in uso invece,  al primo update automatico verrà scaricato un popup da cui sarà possibile effettuare la scelta. La Commissione Europea controllerà per 5 anni che il patto venga rispettato e questo la dice lunga sull’intransigenza degli organi di controllo.

Vale la pena ora farsi alcune domande: quanto è reale il vantaggio sul mercato di Internet Explorer ora che non sarà più installato di default? Quanto tempo occorrerà affinchè il mercato non sia più “drogato” dall’installazione obbligatoria del browser di Microsoft? Il colosso di Redmond è impegnato su molti fronti, primo tra tutti lo sviluppo di Bing, il motore di ricerca che sta guadagnando velocemente consensi ma che è ancora molto lontano da Google. Quanto inciderà sui bilanci di Microsoft a medio ed a lungo termine l’obbligo di escludere Internet Explorer dai proprio sistemi operativi?

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