BEREC, la superauthority europea uniformerà le leggi sulle telecomunicazioni… ma in che direzione?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Si chiamerà BEREC, acronimo che, tradotto, sta per “organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche” e sarà il nuovo superorganismo dell’Unione Europea, composto dai presidenti delle 27 autorità nazionali fin’ora esistenti, che dovrà occuparsi di uniformare e rendere più coerenti le leggi all’interno dell’Unione, limando eventuali differenze nazionali in fatto di accessibilità alle reti e disponibilità dei servizi. Il nuovo quadro normativo, che sarà pubblicato domani sulla Gazzetta Ufficiale della Ue, dovrà essere poi recepito nelle legislazioni nazionali dei 27 Stati membri entro il giugno del 2011. L’istituzione della super authority costituisce l’ultima tappa del processo messo in atto dall’Unione Europea per rafforzare il mercato unico delle telecomunicazioni. Tutto molto bello, ma in che direzione si muoverà?

Viviane Reding, commissario europeo delle telecomunicazioni, ha dichiarato che l’obiettivo principale sarà soprattutto quello di abbattere il peso delle frontiere nazionali per quanto riguarda il mondo delle comunicazioni elettroniche. “L’istituzione della nuova Autorità rappresenta un segnale evidente della nostra determinazione nell’affermare che gli operatori ed i consumatori delle telecomunicazioni d’Europa non debbano più avvertire il peso delle frontiere nazionali, sia dal punto di vista dell’accesso alle reti, sia da quello dell’offerta di servizi” ha aggiunto.

Il BEREC quindi, tra le altre cose, dovrà soprattutto assistere i regolatori nazionali e quelli europei per garantire che i servizi del settore vengano offerti in modo coerente e a condizioni di effettiva concorrenza in tutto il territorio dell’Unione. Le decisioni della neonata Authority saranno prese a maggioranza dei due terzi o a maggioranza semplice, inoltre l’organo sarà ulteriormente supportato nelle sue valutazioni da esperti indipendenti. Secondo i suoi promotori, la riforma delle telecomunicazioni consentirà a 500 milioni di cittadini di fruire di un’offerta più ampia, in virtù di una maggiore competitività e di una migliore copertura mediante connessioni a banda larga in tutta Europa.

Insomma sembra che l’organismo non sia nato per tentare di imporre controlli unilaterali e limitazioni alla rete, argomento tanto di moda di questi tempi nei circoli del potere di mezzo mondo, ma anzi per migliorare l’offerta europea verso i consumatori. C’è quindi soltanto da restare alla finestra per vedere cosa succederà realmente, soprattutto nel nostro Paese, dov’è sempre possibile che le cose siano recepite “all’italiana”.

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Un commento

  1. fedcas

    mi sembra giusto e logico.

    Poi c’è da dire un’altra cosa: che questo consorzio vada in una direzione o nell’altra ai fini dell’italia cambia poco, in entrambi i casi sicuramente sarà un grandissimo passo in avanti :p

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