Anche i virus si fanno social

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Fino alle soglie del 2000 la maggior parte dei virus erano pensati per funzionare offline, facendo danni seri ai dati contenuti sul PC, cancellandoli e spesso danneggiando irreversibilmente il sistema operativo, costringendo di fatto alla formattazione e la loro trasmissione avveniva principalmente tramite supporti infettati, come i floppy disc. Poi l’avvento di Internet e la sua rapidissima diffusione ha portato a una prima evoluzione dei virus, che si sono spostati anch’essi in Rete, infettando i PC connessi e sprovvisti di protezioni e cambiando obiettivi: ora a rischio erano i dati personali e privati, numeri di carta di credito etc. che non erano cancellati ma peggio rubati e utilizzati a insaputa dell’utente. Nel periodo di boom della Rete è nato anche un altro fenomeno, quello dello spam ossia la pubblicità virale non richiesta, che si diffonde principalmente a mezzo mail, inondando quotidianamente le nostre caselle di messaggi non richiesti su cose che non ci interessano. Ora, in epoca di Web 2.0 e social network c’è stata una terza evoluzione e virus e spam si sono uniti in un’unica entità.

Proprio così: in pratica si tratta di pubblicità virale e lo scopo principale è quello di pubblicizzare siti e merci, come lo spam tradizionale via email, ma con gli strumenti di un virus e non più attraverso la preistorica posta elettronica, ma sfruttando le falle degli ormai affollatissimi social network, soprattutto di face book e Twitter.

Arginare la diffusione di questi messaggi indesiderati che ci raggiungono attraverso le nostre liste di contatti è, al momento, praticamente impossibile e non c’è antivirus che tenga. Al momento quindi nessuno, nègli amministratori dei social network in questione, né gli sviluppatori di programmi antivirali hanno una soluzione e tutto è affidato al buon senso degli utenti, che dovrebbero essere più consapevoli quando cliccano su un banner, su un link o visitano siti sconosciuti.

Oltretutto, questo nuovo tipo di spam virale ha anche una ricaduta sociale, perché potrebbe farci perdere amicizie, come è successo in Inghilterra, a un iscritto di Facebook, i cui amici di lista sono stati letteralmente bombardati da annunci di biancheria da sexy shop attraverso il suo account, ovviamente a sua insaputa e le reazioni iniziali sono state abbastanza negative, esponendo il soggetto anche al sospetto e all’ovvia vergogna.

Insomma, sarebbe ora, nel bel mezzo del Web 2.0, che l’utente medio prenda coscienza di non essere più Cappuccetto Rosso e di non cliccare a cuor leggero su qualsiasi cosa gli capiti a tiro, senza pensare ad eventuali conseguenze.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati