Tutti in fuga da Wikipedia, ma è davvero un male?

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Tutti fuggono da Wikipedia, soprattutto i contributori. A dirlo è una ricerca spagnola, che ha mostrato come decine di migliaia di utenti che collaboravano alla stesura delle voci hanno abbandonato l’account. Il problema però è l’analisi dei perché del fenomeno e, soprattutto, la sua valutazione: ma è davvero un fenomeno negativo?

Sono oltre 50mila gli editor che hanno abbandonato Wikipedia e hanno deciso di non sviluppare più voci e contenuti per l’enciclopedia libera. Un numero certo impressionante (nello stesso periodo del 2008 erano solo 5mila) ma in fondo non tanto significativo di per sé, visto il numero complessivo di utenti iscritti al quinto sito mondiale per visite giornaliere, che sono milioni. A dirlo comunque è una ricerca spagnola, precisamente svolta da Libresoft, presso l’Università Rey Juan Carlos di Madrid. Quello che però più ci lascia perplessi è l’analisi dei motivi.

Secondo Felipe Ortega, ricercatore presso l’Università, il problema fondamentale sarebbe da ricercare nelle regole troppo severe che sono state implementate nell’ultimo anno, per evitare l’inserimento di voci fasulle e aumentare il controllo sulla bontà del sapere che si pretende di trasmettere. Tali regole, sempre secondo il ricercatore, avrebbero scoraggiato molti dal contribuire alla stesura delle voci.

Wikipedia è sicuramente un grande progetto, probabilmente uno dei capostipiti del cosiddetto Web 2.0 o Web sociale, in cui, cioè, la rete è letteralmente costruita attraverso interazioni comunitarie e sociali. Ma l’idea di Wikipedia poggiava anche, è il caso di ammetterlo, su un’idea ingenua, semplicistica e positivisitica del sapere, che ottimisticamente invitava tutti gli uomini di buona volontà a contribuire col loro sapere alla creazione di un enorme database di conoscenze. Ma nel Web 2.0 chi stabilisce quale versione è corretta? E chi ancora stabilisce chi ha le conoscenze per parlare autorevolmente di un argomento e chi invece no? Nessuno. E infatti a Wikipedia se ne sono resi conto e sono corsi, giustamente, ai ripari.

Mettere delle regole più rigide non è stato dunque un errore e se i contributori più anarchici scappano non sarà che un bene per la comunità, si tratta probabilmente di persone che non amano essere messe in discussione o che sono consapevoli della reale pochezza delle proprie conoscenze.

Il sapere è sempre relativo, ma nel vecchio sistema, attraverso la formazione di contesti di sapere ben definiti e di continue prove ed esami, era possibile definire una comunità di studiosi per ciascun campo del sapere, che si potevano quindi controllare, riconoscere ed escludere vicendevolmente, mantenendo quindi sempre un controllo accettabile sulla qualità dell’informazione prodotta. Su Internet ciò non succede da nessuna parte e l’orizzontalità dell’accesso all’informazione ha portato a costruire la credibilità su altri parametri molto meno affidabili, in cui chi parla può essere autorizzato esclusivamente da fattori di simpatia e riconoscibilità all’interno di una comunità, senza alcuna possibilità di definire e discriminare le capacità e le reali conoscenze di ciascuno.

Ben vengano quindi i provvedimenti presi da Wikipedia e pazienza se 50mila editor non ci sono più, la community comunque abbastanza grande da poter portare avanti il sito anche senza di loro, probabilmente anche in maniera più affidabile.

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2 Commenti

  1. lorenzo

    Cosa aggiungere alla vostra valutazione se non un applauso.
    L’informazione deve essere libera da vizi politici o religiosi e ben venga se 50000 “informati” non vogliono essere messi in discussione ….
    proseguite sempre così

  2. broad

    Diciamo piuttosto che alcuni utenti di wikipedia sono persone che non hanno nulla da fare nella vita, e che quindi godono a piantare grane agli altri.
    e che invece di criticare, potrebbero benissimo fare collaborazione positiva…

    bye

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