Sua Maestà contro il P2P

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

È arrivato il momento. Dopo la Francia, com’era inevitabile e auspicato da parte delle major e delle loro lobby di pressione, anche altri Stati sembrano interessati a indirizzare le proprie politiche nella stessa, assurda direzione, imboccata dal Governo Sarkozy. Ora tocca quindi alla Gran Bretagna approntare un disegno di legge simile, annunciato proprio oggi per bocca di Sua Maestà la Regina.

Sembra proprio che non ci sia nulla da fare: il buon senso, la logica, la protezione dei diritti civili più elementari nulla possono contro l’interesse economico e le lobby che lo proteggono. Nonostante tutti gli sforzi perpetrati nelle scorse settimane da diverse associazioni e dai provider stessi per dimostrare in Inghilterra l’assurdità dei provvedimenti in stile HADOPI francese, prospettati in un disegno di legge da Lord Mandelson, pare che essi andranno in vigore entro il 2011.

Ad annunciarlo è stata nientemeno che Sua Maestà la Regina d’Inghilterra Elisabetta II, parlando del più generale progetto di legge sull’economia legata al digitale (Digital Economy Bill). In sostanza sarà introdotta, per quello che riguarda il P2P, la stessa modalità dell’HADOPI, ossia i tre avvisi e la seguente disconnessione forzata da Internet, incappando così in tutti quei problemi già noti e che anche gli stessi ISP hanno cercato di fare inutilmente presenti ultimamente.

Anzitutto infatti ciò costringerebbe i provider a monitorare attivamente le connessioni e il traffico di rete, trasformandoli in organi di polizia non preposti, che operano senza alcun mandato e in maniera completamente aprioristica infrangendo ogni minimo senso di privacy. Inoltre, visto che l’IP non può garantire la colpevolezza del proprietario del PC, la disconnessione forzata e unilaterale appare come un inutile abuso di potere, poiché non è dimostrato che l’intestatario del contratto sia anche il pirata informatico e violando anche il contratto, se l’utente fosse in regola con i pagamenti. Stando alle dichiarazioni dell’organizzazione a tutela dei diritti dei netizen, il disegno di legge britannico andrebbe così a violare il quadro normativo europeo che si sta andando a configurare. The Open Rights Group, ha quindi immediatamente chiesto ai cittadini britannici di appellarsi ai membri del Parlamento per opporsi ai piani annunciati dalla Regina. A quanto pare invece il Governo ha una certa fretta, visto che il Digital Economy Bill sarà proposto già prima di questo fine settimana: probabilmente la fretta è dettata dal voler approvare la legge prima che la polemica monti sui media e l’opinione pubblica prenda coscienza dell’abuso che si sta per perpetrare nei confronti dei consumatori e a esclusivo vantaggio di una piccola quanto agguerrita oligarchia economica.

Questi ultimi, ovviamente, sono gli unici a ritenersi particolarmente soddisfatti, come afferma ad esempio Geoff Taylor, CEO di British Phonographic Industry (BPI): “Si tratta di una buona notizia per tutti gli appassionati di musica nel Regno Unito. La legislazione introdotta porterà l’industria creativa del nostro paese a risolvere un problema urgente, dando la possibilità al Regno Unito di fare da battistrada nell’intrattenimento digitale di alta qualità”.

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