Rapporto Censis: Facebook e la crisi dei media

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

L’ottavo rapporto del Censis verte sulla crisi dei media tradizionali e sull’espansione dei nuovi media, un fenomeno di massa che coinvolge sino a 33 milioni di italiani, suddivisi per fascia di età e per abitudini, ma che vede i social network farla da padrone e spopolare anche non tra i giovanissimi.

Censis

Tale fenomeno è giudicato responsabile, in varia misura, del declino delle fonti di stampa tradizionali, soprattutto quelle a pagamento, a fronte di un aumento esponenziale delle free news. A tal proposito un grido di allarme è stato lanciato da Fedele Confalonieri, presidente del gruppo Mediaset, che proprio durante la presentazione del rapporto Censis, ha chiesto che il Governo si faccia portavoce del riconoscimento della proprietà intellettuale delle notizie prodotte da gruppi come il suo, che reinvestono buona parte dei ricavi per migliorare la qualità e l’offerta dell’informazione, informazione che viene ripresa e pubblicata gratuitamente da motori di ricerca come Google e da servizi di aggregazione di news come Google News.

Il rapporto appena pubblicato dal Censis è chiaro, alcuni passaggi come il seguente fotografano perfettamente le tendenze degli utenti italiani sul web rispetto ai social network ed agli organi di informazione:

Sono cinque i social network più popolari: Facebook, conosciuto dal 61,6% degli italiani, YouTube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e MySpace (31,8%). Le percentuali raggiungono valori ancora più elevati tra i giovani di 14-29 anni. Per nove ragazzi su dieci Facebook (90,3%), YouTube (89,2%) e Messenger (89,1%) rappresentano mondi ben noti, con le loro regole e i loro «contatti». Nell’universo giovanile hanno una popolarità considerevole, sebbene inferiore, anche MySpace (68,8%) e Skype (62,9%). I giovani hanno preso l’abitudine a «vivere connessi», dato che l’uso congiunto dei cellulari e di Internet li ha messi nella condizione di essere continuamente in rapporto con tutti quelli che condividono la loro esperienza di vita quotidiana. Complessivamente, si può stimare che poco meno di 33 milioni di italiani conoscano almeno un social network e che gli effettivi utilizzatori siano 19,8 milioni.

Un ampio passaggio è stato dedicato proprio a Facebook, il più popolare social network al mondo, che ha conosciuto un vero e proprio boom di iscrizioni nel nostro Paese negli ultimi 12 mesi:

Poco più di un utente su quattro (il 26,8%) constata che da quando si è iscritto a Facebook tende a dedicare meno tempo ad altro. L’attività più penalizzata è la lettura di libri, per il 42,4% degli iscritti a Facebook che avvertono di dedicare meno tempo ad altre attività. Segue la consultazione di altri siti Internet (40%), guardare la televisione (26,5%), studiare o lavorare (21,7%), sentire gli amici al telefono (14,4%), uscire con gli amici (11,5%), andare al cinema (11%). C’è anche, seppure in misura minoritaria (per l’8,5% degli iscritti), il timore che dalla presenza su Facebook possano derivare dei rischi. Quello che preoccupa di più è la violazione della privacy: il 72,1% degli utenti che nutrono preoccupazioni è di questo avviso, il 35,1% teme l’eventualità di conoscere persone pericolose, il 23,4% indica l’indebolimento delle relazioni dirette con i familiari e gli amici, il 13,4% l’abbassamento del rendimento nel lavoro o nello studio, e il 9,3% teme che dall’uso di Facebook possano derivare problemi per la propria reputazione (ad esempio, che il profilo personale venga controllato dal datore di lavoro).

Il rapporto appena pubblicato non fa che fotografare la realtà del nostro Paese, l’emergere di nuove forme di comunicazione a discapito di altre ed il voler cercare notizie ma da fonti diverse e gratuite. Per fare tutto questo occorre essere connessi, sempre ed ovunque, per questo a fronte di ingenti investimenti per le connessioni in ambito mobile, sarebbe il caso di completare la copertura della banda larga in tutto il nostro Paese, senza questo passo non vi può essere un reale progresso.

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5 Commenti

  1. Ultimissime di Twitter

    [...] @liquida: Censis: meno libri, più social network http://bit.ly/1VYG4XCiccio Benzina: non è riuscito ad entrare nella casa del #gf, ma con #facebook è diventato un [...]

  2. Matteo92

    Meglio feisbuc, della mer** che trasmettono i media ormai in tv!

  3. Luigi Mango

    ma perche tu non segui il Grande Fratello, la Fattoria e la Talpa? :D

  4. Matteo92

    :asd:
    ovviamente no, detesto quei programmi
    Se mia mamma viene a dirmi ‘ma hai visto quello lì del grand…’ ‘mamma, quante volte te lo devo dire che di quegli idioti non me ne frega nulla?’ :D

  5. klzg12

    Si però facebook … non può sostituire l’informazione, che va cercata su altri “lidi” (anche online); facebook personalmente l’ho provato e mi è andato a noia dopo due mesi … il tempo di fare una rimpatriata (tristissima) tra ex compagni di liceo (preferisco skype per chattare). Per fortuna programmi televisivi fatti bene ne esistono ancora (REPORT, GLOB, Presa Diretta, Che Tempo Che fa …), sta a noi valorizzarli guardandoli, tanto per non rimanere inebetiti quando tutto il sistema crollerà … Rattrista una cosa, che da noi programmi come “l’isola dei famosi” e il GF, dopo anni ed edizioni continuino a spopolare, mentre in altri paesi sono stati relegati alla loro giusta dimensione; la straordinarietà dell’essere italiani consiste in questo, non ci accorgiamo più del limite oltre il quale non andare, se non quando ormai stiamo precipitando. Speriamo in bene.

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