Murdoch: Google & Co non ci indicizzeranno più

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

La diatriba tra Google ed i gruppi editoriali, dopo una breve pausa intercorsa grazie a Google Fast Flip, è ripresa con rinnovato vigore (e clamore) a causa di alcune dichiarazioni rilasciate dal magnate dell’editoria Rupert Murdoch. Nel corso di un’intervista rilasciata a Sky News, Murdoch ha annunciato che il suo gruppo editoriale è al lavoro per negare, nei prossimi mesi, l’accesso agli spider dei motori di ricerca, Google in primis, riguardo alle proprie testate giornalistiche online.

Immagine anteprima YouTube

L’attacco di Murdoch è senza precedenti e non risparmia  critiche ai motori di ricerca che, a suo dire, rubano e sfruttano il lavoro altrui indicizzando le notizie ed aggregandole sui propri servizi gratuiti per gli utenti. Il concetto che sta alla base delle critiche avanzate dal tycoon australiano sono chiare: perché permettere che i motori di ricerca come Google, Yahoo!, Ask ecc indicizzino sulle proprie pagine le notizie pubblicate dai giornali online, come ad esempio il Times, il Sun o il Wall Street Journal (testate di sua proprietà), notizie che hanno un costo per essere realizzate ma che sugli aggregatori di notizie, come ad esempio Google News, sono fornite gratuitamente? Ma non solo,  Murdoch è convinto che gli utenti che giungono sulle proprie testate online attraverso i motori di ricerca non siano appetibili dal punto di vista pubblicitario, da qui l’idea di non permettere più agli spider dei search engine di indicizzare le pagine dei propri giornali.

Se tecnicamente l’iniziativa è molto semplice da attuare, vi sono alcuni risvolti che vale la pena analizzare: per sostenere una tesi del genere, il magnate ha sicuramente tenuto conto del minore accesso di utenza sulle proprie testate telematiche, essere presenti ai primi posti di qualunque motore di ricerca (ma soprattutto di Google), può fare la differenza tra un sito di successo ed uno destinato all’oblio. Il modello di business avanzato da Murdoch è quello dell’abbonamento per usufruire delle proprie notizie online Già ora questo avviene sul Wall Street Journal anche se è comunque possibile leggere la prima parte dell’articolo gratuitamente. Molto probabilmente l’editore fa affidamento sulla qualità dei servizi resi e sulla fidelizzazione della propria utenza, persone disposte a pagare una somma per avere la certezza di leggere notizie serie e verificate.

E’ una teoria anche questa e merita di essere approfondita, di certo non è attuabile da chiunque, al momento l’indicizzazione su Google rimane una delle migliori chance di crescita per qualunque sito, anche per quelli di informazione.

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2 Commenti

  1. e Google diventa meno simpatico. almeno per Murdoch | Webpassion: web.idee.passione

    [...] Murdoch: Google & Co non ci indicizzeranno più: programmatico Se date un’occhiata agli articoli capirete meglio la questione. E scoprirete che si connette con discussioni aperte che attraversano costantemente la Rete: copyright, accesso, visibilità, monopoli o presunti tali. [...]

  2. Giambattista Scivoletto

    Temo che lo “squalo” non abbia capito nulla di Internet.

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