Intel: 10 anni per poter comandare la tecnologia col pensiero

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Poter interagire con la tecnologia in maniera più diretta e immediata, senza l’ausilio di periferiche esterne ormai datate quanto limitate, come tastiera, mouse o telecomando: sembra essere la naturale evoluzione dell’interazione uomo/macchina. In questi ultimi anni infatti abbiamo assistito allo sviluppo di device di tipo touch screen, prima solo cellulari, ma orala tecnologia sta per arrivare nelle nostre case anche per quanto riguarda il PC, con i primi display e sistemi operativi, come Microsoft Windows 7, che supportano tale funzionalità. Ma abbiamo visto anche più volte come si stia lavorando nel settore della cosiddetta Realtà Aumentata, per poter sviluppare dispositivi che integrino la nostra esperienza sensoriale quotidiana con le informazioni in tempo reale che solo Internet può fornire. Ora, con l’annuncio dei lavori che sta svolgendo Intel, questo approccio nuovo arriva anche nel settore consumer dell’elettronica casalinga.

Tastiere, mouse, telecomandi: un insieme di periferiche basate su dispositivi che raccolgono in maniera razionale un insieme di pulsanti per svolgere delle funzioni elementari, come cambiare canale, consultare un menù, avviare un programma, scrivere un documento etc. il problema è che si tratta di periferiche molto limitate in tutti i casi, sia perché sono in grado di impartire solo comandi di base, sia perché ci costringono a interagire con la tecnologia in maniera mediata, dovendo acquisire capacità specifiche, diverse da quelle ordinarie che permettono la nostra comunicazione e interazione quotidiana col resto dell’ambiente sociale e naturale, come i gesti, la voce, il pensiero.

Ora però Intel annuncia che sta lavorando allo sviluppo di un chip che, una volta impiantato nel cervello, permetterà di tradurre le onde cerebrali in impulsi elettrici, così da dialogare con i dispositivi tecnologici in maniera diretta, col solo pensiero, senza dover usare mani, voce o periferiche di qualsiasi tipo. Ciò ovviamente presuppone però che anche i dispositivi subiscano la stessa evoluzione, e siano quindi dotati di altri chip in grado di decodificare i comandi complessi di cui è capace un cervello umano, e di interfacce adatte a metterli in pratica.

In ogni caso l’azienda di Santa Clara parla di un orizzonte temporale di una decina d’anni per giungere ai primi risultati, e contemporaneamente rassicura i più apocalittici che pensano subito a Orwell, al Grande Fratello e al controllo di massa, sul fatto che il chip sarà impiantato solo a chi vuole e non a tutta la popolazione umana. Coloro che si doteranno di questo impianto cibernetico, credo si possa definire a buon diritto così, saranno quindi in grado di sfruttare al meglio la tecnologia. Del resto, come sottolinea giustamente Andrew Chien, tra i responsabili di questo progetto, “Vent’anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare che oggi si va in giro con computer portatili e li si usano tutto il giorno, oggi invece appare la cosa più normale del mondo. Con questo voglio dire che l’essere umano si adatta molto facilmente ai cambiamenti e che queste ricerche avranno enorme sviluppo in futuro.”

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7 Commenti

  1. Ian Maayrkas

    Ca***ta… nessuno vorrà mai una cosa del genere è una min****ta colossale… no aspe’, che ho scritto… cancella… fan**lo CANCELLA! becspeis… come si fa, le istruzioni… sto coso di m***a… perché l’ho comprato… intel del c***o spegniti… ahhhhhhh devo togliermelo un coltellino un coltellino DATEMI UN FO***TO COLTELLINO ahh ecco porca tr***a non viene via ahhhhhh mi esce sangue ahhhhhh ci siamo quas—

    *** ERROR – LINK FAILURE ***

  2. ExTrEmE

    Un commento così denota quanto la tua visione del mondo sia limitata.
    Evidentemente tu hai mani braccia e gambe. Puoi muoverti e controllare bene il tuo corpo.
    Prova a pensare a chi è in condizioni differenti.
    Potrebbe fare un bel po’ di differenza.
    Forse per te sarebbe difficile usare questo strumento, dato che forse sarà richiesto un po’ di sforzo mentale.
    La prossima volta prova a pensare prima di scrivere, coglione.

  3. Ian Maayrkas

    Ehm… no… il mio post era una battuta…

  4. ExTrEmE

    Ok, allora come non detto. Scusa per l’attacco.
    La prossima volta magari una faccina ci starebbe bene… :P

  5. Ian Maayrkas

    Già, hai ragione… comunque stando serio… penso che sia un’ottima idea, ma difficilmente realizzabile (almeno finchè non avremo svelato i misteri del cervello umano)… per fare un esempio, avete presente gli esercizi di Brain Training? Se li avete già provati dovreste sapere che bisogna modulare in un certo modo le parole quando si usa il microfono e scrivere in un cero modo quando si usa il pennino… si perde più tempo a far capire al gioco cosa si vuol dire che a risolvere i quesiti!
    E questo con qualcosa di così banale come la voce o la calligrafia, figurarsi col pensiero! Senza contare poi che magari pensiamo cose che vorremmo restino all’interno della scatola cranica, anche mentre quel chip è acceso (per esempio, si sta guardando un porno mentre all’improvviso qualcuno ci contatta su una chat… immaginatevi la scena: “Ciao, come ti va?” “Aaaaaaah siiiiii…” XD).

    Ciao
    Ian

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