I pirati del P2P? Comprano più degli altri

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Tutti addosso ai cosiddetti pirati. Ci hanno detto per anni che rubavano, che scambiarsi file tra utenti non equivale alla pratica di prestarsi un libro o qualunque altra cosa, ma a defraudare i poveri artisti milionari e gli ancor più poveri produttori ultramilionari del loro diritto di spremere gli utenti come limoni. Ci è stato spiegato che il P2P non è uno dei tanti aspetti dell’evoluzione della rete in chiave social, dove l’accento è sulla condivisione e sul diritto di tutti di accedere senza restrizioni al patrimonio culturale umano, ma un’aberrazione da combattere e stroncare, se necessario facendo pressione sia sugli ISP che, ultimamente, anche sui governi, affinchè adottino leggi antidemocratiche a tutela dei diritti delle major. Eppure si sbagliavano, perché invece i cosiddetti sedicenti pirati contribuiscono in prima persona e nella maggioranza dei casi a portare soldi agli stessi soggetti che vorrebbero combatterli.

Questo almeno è quanto emerge da una recente indagine britannica sul fenomeno, commissionata da Demos, think tank con base a Londra, per comprendere meglio le abitudini di un campione di circa mille consumatori del web tra i 16 e i 50 anni d’età.: i sedicenti pirati della Rete spenderebbero infatti annualmente circa 77 sterline in musica e collaterali, ossia più del doppio degli onesti cittadini di Internet che, per la precisione, risultano spendere circa 33 sterline l’anno.

Non si tratta comunque soltanto di conti di natura finanziaria: l’indagine condotta dall’istituto Ipsos Mori, infatti, servirà soprattutto come monito nei confronti di Lord Mandelson, il Segretario di Stato che ha recentemente mostrato l’intenzione di seguire le orme di Sarkozy e del suo governo, presentando un piano dettagliato d’azione per sospendere temporaneamente gli account Internet, bloccare l’accesso ai siti legati allo sharing e rallentare il traffico per contenere le attività illegali.

“L’approccio mostrato di recente dal governo” ha spiegato invece Peter Bradwell, ricercatore di Demos “non aiuterà di certo l’industria musicale a guarire. Il mondo della politica e quello della musica devono capire che la stessa natura del consumo musicale è cambiata radicalmente, con gli utenti che chiedono prezzi più contenuti e un accesso più ampio”.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

2 Commenti

  1. Distributore Informatico | INFORMATICA SAN MARINO

    [...] Chi avrà Skype: Facebook, Google o … Microsoft? Pubblicato in 360 giochi, accessori computer, accessori informatica, accessori per xbox 360 [...]

  2. Nokia 500: smartphone economico con Symbian Anna | Cellulare.it

    [...] dual core e Sea Ray a SettembreTechPoint: Ultime Notizie sulla tecnologia e l’informatica – Riuscirà Apple, con l’iPhone e l’iPad, a non fare la fine …PcTuner.net Apple e Samsung pronte a darsi battaglia a suon di smartphoneLa Repubblica [...]

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati