Entro il 2019 il primo cervello artificiale?

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Solo l’altro giorno stavamo parlando di iCub, il robottino italiano in grado di evolversi imparando, che costituisce un passo straordinario nello sviluppo della robotica, reso ancora più interessante dalla possibilità di essere sviluppato in open source da qualsiasi istituto ne faccia richiesta, cosa che accelererebbe ancora di più il suo sviluppo. Ma oggi un annuncio ancora più straordinario ed epocale è stato fatto da IBM in congiunzione con l’Università di Stanford: si sta sviluppando un algoritmo capace niente meno che di mappare interamente le sinapsi del cervello umano, cosa che renderà capaci di realizzare in pratica una copia 1:1 di un cervello umano.

Il cervello umano, uno degli organi più complessi e misteriosi dell’universo intero. Formato da miliardi di cellule cerebrali e connessioni sinaitiche complesse, di cui finora conosciamo davvero poco. Ma potremmo essere vicini a una svolta: due team di ricerca infatti, uno presso IBM e l’altro presso la Stanford University, stanno collaborando per realizzare un algoritmo, chiamato Blue Matter, che mapperà il cervello umano.

In grado di sfruttare il supercomputer Blue Gene, anch’esso nato per progetti legati all’Intelligenza Artificiale, il nuovo algoritmo misurerà le connessioni tra le zone corticali e sub-corticali del cervello, permettendo di mapparle. Ciò avverrà anche con l’ausilio della risonanza magnetica. Il lavoro del team sta procedendo molto velocemente e i risultati sono ottimi, si è già riusciti a mappare la corteccia di un gatto, equivalente a circa il 4,5 % del cervello umano: si tratta di un risultato straordinario se pensiamo che, a fine luglio, un altro progetto sempre basato su Blue Gene, era riuscito appena ad analizzare una fetta della corteccia cerebrale di un ratto.
Dharmendra Modha, a capo di un progetto di ricerca diviso tra IBM e la Stanford University, spiega che tale sviluppo si sta rendendo sempre più necessario, in quanto una realtà sempre più complessa come la nostra genera una quantità di dati così enorme, stratificata e complessa che richiede nuove intelligenze artificiali per essere analizzata, veri e propri sistemi cognitivi informatizzati, che lavorino come un cervello umano. L’idea è di riuscire a comprendere la casualità che si cela dietro i fenomeni cognitivi del cervello umano, cosa che attualmente nessuna macchina è in grado di replicare. Modha però è fiducioso e crede nella possibilità concreta di giungere ad un’intelligenza artificiale avanzata entro 10 anni.

Tanto per rendere l’idea delle potenze di calcolo richieste da un’impresa ciclopica come questa, l’algoritmo sarà tra poco implementato su macchine dotate di più di 144 terabyte di memoria e di un cluster di circa 150.000 processori.

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2 Commenti

  1. Alin

    Ma secondo voi che volete giocare da dio sarete capaci di creare un cerevelo artificiale se non sapete come e la sua base ?
    Il profesore B. del C.N.R. neanche se fose cosi sara falito che non si a ancora a conosenza di aver omeso un picolo detaglio fino che non cambia il modo di pensare e utilizare solo quello che era e non andiamo piu lontano con L’algoritmo non sara mai funzionale .
    Ing. Cibernetico ed Informatico laureato a parigi B.G.A
    grazie e scusate la mia francheza

  2. Alin

    per tutti non farano un grande paso manca la voglia di ussare il loror steso cerevelo senza un libro il cerevelo non ha un libro

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