Creatives 4NN: così la Rete risponde al pacchetto Telecom

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Creative Commons. L’abbiamo detto molte volte e continueremo a farlo. Esistono soluzioni alternative per mettere assieme i diritti di chi produce e distribuisce musica con quelli dei consumatori, diverse dal promulgare leggi repressive, costose, impraticabili nella realtà nonché lesive dei diritti civili, come l’HADOPI francese o i provvedimenti del cosiddetto Pacchetto Telecom. Ora, a diffondere questa visione alternativa del problema, ci pensa anche un contest aperto a tutti.

Si chiama Creatives 4NN, ossia Creativi per la Net Neutrality ed è un contest creativo di livello europeo, partito la settimana scorsa ad opera dell’associazione Scambioetico, movimento per la difesa delle libertà digitali, in collaborazione con il Roma Europa Fake Factory (REFF). Si tratta di un concorso internazionale per appassionati di mash-up, rivolto a chiunque voglia sperimentare con la propria creatività, sia esso un artista affermato o un semplice cittadino, purchè condivida ovviamente l’idea e l’aspirazione a un’Internet aperta e priva di discriminazioni.

Il contest durerà fino alla fine di novembre, data indicata come termine ultimo del contest perché in anticipo sulla terza lettura del Pacchetto Telecom. Il contenuto è libero, si potranno produrre brani musicali piuttosto che video, lavori grafici o fumetti, purchè il tutto sia prodotto sotto l’egida dei Creative Commons. Il tema principale sarà proprio la Net Neutrality, principio basilare a tutela del diritto d’accesso alla Rete nonché Attualmente al centro di ampie revisioni critiche (e interessate) in molti paesi occidentali.

Il progetto è in realtà molto ambizioso e si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica su concetti come la legalizzazione del P2P senza fini commerciali, la conseguente riforma del copyright e l’aozione e l’uso delle licenze collettive come, appunto, la Creative Commons. È importante infatti capire la differenza tra fruizione e legalità, tra protezione della paternità artistica e sfruttamento economico, tra diritti civili e diritti d’autore, con i primi che hanno ovviamente priorità sui secondi.

Troppo spesso le major sono riuscite a far passare, nell’opinione pubblica, l’idea sbagliata che derogare ai diritti dei cittadini sia necessario e perfino giusto ai fini della legalità, nascondendo il mero interesse commerciale dietro tali “nobili” giustificazioni. Creative Commons metterebbe d’accordo entrambe le esigenze e se le multinazionali dell’industria avessero a cuore unicamente la legalità, avrebbero promosso già da tempo tale tipo di licenze e una riforma del copyright in questa direzione, se ciò non succede bisogna riflettere su quali siano davvero gli obiettivi di tali industrie.

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