Cellulari social per i Paesi poveri

Gadget e Hi-Tech     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Cellulari, PDA, Smartphone.Ovunque, sempre più diffusi, sempre più pieni di funzioni, sempre più evoluti e simili a piccoli PC, ma anche sempre più costosi. Questo, almeno, in Occidente. Ma proprio grazie alle loro capacità tecniche che li rendono così tanto flessibili da poter svolgere tante e differenti funzioni, oltre quella di telefonare, essi potrebbero anche essere impiegati come veri e propri veicoli di progresso e sviluppo sociale nei Paesi poveri del Terzo e Quarto Mondo. Salute e prevenzione, agricoltura, transazioni economiche: i big scommettono dunque proprio su tali funzioni per vendere dispositivi a basso costo nei Paesi in via di sviluppo. Modelli che permettono di fare analisi del sangue, istruire i bambini, scegliere il concime più adatto. Ma per le aziende produttrici si tratta solo di iniziative benefiche o di sfruttare la prossima miniera d’oro?

Chi per prima conquisterà i fertilissimi mercati dei Paesi in via di sviluppo, avrà conquistato il mondo, economicamente parlando. È questa l’idea di fondo ce muove le aziende produttrici di cellulari a chiedersi attivamente di cosa necessitano davvero i potenziali utenti di queste nazioni, in modo da offrirgli il cellulare perfetto, e fare soldi a palate.

Poco costoso? Per forza. Con un’autonomia assai lunga, vista la penuria di energia elettrica in tanti luoghi? Sarebbe auspicabile. Magari anzi anche in grado di ricaricarsi col sole, che in quei Paesi abbonda ed è gratuito? Magari. Cos’altro? Beh se fosse in grado di trasformarsi in strumento medico di emergenza, magari da impiegare in un ospedale da campo in un villaggio sperduto, o se fosse capace di raccogliere dati per mappare e prevenire i focolai di malattie, o facilitare l’incontro tra domanda e offerta economica, diffondere conoscenza e istruzione a basso costo, offrendo libri scolastici in digitale, strumenti per l’istruzione dei bambini, consigli su salute, malattie veneree e gravidanze indesiderate… sarebbero cellulari perfetti.

Si tratta infatti di idee sviluppate e proposte in Africa, Asia, India e Sud America da altrettante aziende, come Nokia, Samsung, Google, Microskia, Mxit e tanti altri. Sono davvero utili? Sicuramente, ma sono solo beneficenza e aiuto umanitario? Non esattamente. Si tratta, nonostante prezzi molto contenuti, a volte entro i 20 dollari ad esemplare, di un mercato fertile e ricchissimo, un bacino di utenza smisuratamente più grande e popolato rispetto al Vecchio Continente e al Nord America, che rappresenta una vera e propria gallina dalle uova d’oro. La competizione quindi per accaparrarsene la fetta più grande è accesissima e ovviamente la strada migliore per conquistarsela è offrire al prezzo minore il dispositivo più utile a quelle latitudini.

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