Astra: il progetto per il social network pervasivo

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Di Web 2.0, social network ed evoluzione della rete in direzione di un Web sempre più basato sui rapporti sociali ne abbiamo parlato più volte, così come dei concetti di experience now e always on, ossia le due tendenze tipiche di Internet e, in generale, di tutta la postmodernità, che vedono crescere la voglia di istantaneità e velocità nella comunicazione e nella soddisfazione dei propri desideri, accompagnata da una pervasività sempre maggiore delle tecnologie e, in particolare, di Internet, che si sta sempre più saldamente espandendo all’interno delle nostre vite, sin nei gesti più minimi e quotidiani. Ora tutto questo giunge a un nuovo livello di complessità e integrazione con la vita quotidiana: nasce il progetto Astra.

Facebook, Twitter e YouTube sono, se vogliamo, ancora strumenti “vecchi”, semplicemente adattati alla comunicazione istantanea e pervasiva del Web 2.0. è vero, sono consultabili dal PC, dal notebook e dal PDA, anche da postazioni non nostre e permettono di esprimere, commentare e seguire tutti i momenti della vita quotidiana, dai grandi eventi a quelli minuscoli, rilevanti solo per noi. Ma ala fine non sono altro che aggregatori di mail, messaggistica istantanea, pagine web e filmati, tutti strumenti del Web 1.0. Second Life era invece già un tentativo più maturo di inglobare direttamente la vita all’interno della virtualità o, se preferite, di estendere la Rete fino a coprire la cronaca minuziosa delle nostre vite, semplicemente assorbendole e poi rappresentandole tridimensionalmente in forma di avatar. Second Life però conteneva anche un forte elemento di “finzione”, di reinventarsi in personaggi impossibili che, alla lunga, deve aver stancato la maggior parte dell’utenza, più interessata alla vita reale e quotidiana che non a parlare con persone dotate di straordinari poteri virtuali.

Adesso, forse, nasce il progetto definitivo, o quantomeno quello che si potrà definire “la madre di tutti i progetti” simili: si chiama Astra ed è niente meno che un progetto finanziato dall’Unione Europea, che vede al lavoro psicologi, ingegneri, informatici, interaction designer e un consorzio di aziende e centri di ricerca tra cui Philips, Telenor, il Research Academic Computer Technology Institute (raCTI) di Patrasso in Grecia e l’Università di Scienza e Tecnologia della Norvegia. Si tratta del resto di un progetto molto ambizioso, il primo, se dovesse funzionare, a portare i concetti di prima, tipici di Internet, davvero all’interno delle nostre vite, bypassando completamente la rete stessa e fondendone i concetti negli oggetti del quotidiano, realizzando così davvero e per la prima volta la possibilità di essere sempre connessi con gli altri, ovunque, in qualsiasi momento e in qualsiasi posto del mondo.

Si perché il progetto si propone di far dimenticare tastiere, mouse, cellulari, computer etc. Gli utenti potranno infatti comunicare con amici e parenti, facendo sapere dove si trovano e cosa stanno facendo, senza più bisogno di inviare manualmente gli aggiornamenti sul proprio status. A “parlare” saranno direttamente gli spazi fisici e le cose che li circondano. Ad esempio a seconda dei criteri impostati da un utente, il sistema invierà automaticamente le informazioni, avvisando i componenti di un network se la persona è libera per chiacchierare al telefono o se non vuole essere disturbata perché occupata in altre faccende. Anche per i riceventi funzionerà alla stessa maniera: per sapere cosa stanno facendo i contatti non sarà più necessario accendere il computer e navigare; a casa o in ufficio saranno gli oggetti intelligenti a fornirci informazioni, magari semplicemente cambiando il colore di una cornice. L’architettura di Astra si avvale di una database che gestisce le regole impostate da ognuno, determinando in tal modo quanto si desidera condividere e con chi. Così, per esempio, mentre si è in ufficio si può sapere se i figli sono rientrati in casa dopo la scuola, ma solo se anche loro hanno impostato il sistema affinché comunichi l’informazione al genitore.

A ben guardare comunque si tratta più che altro di uno strumento, sicuramente rivoluzionario, ma che on va a sostituire la comunicazione, verbale o scritta, bensì a integrarla in maniera dinamica: settando tutti i nostri parametri potremo decidere quando, per quanto e dove, essere raggiungibili o meno dai classici, e ormai altrettanto pervasivi, strumenti di comunicazione, come telefono, cellulare e appunto Internet, tramite il PC ma poi, per condividere i nostri pensieri, azioni, giornate e stati d’animo, la parola, scritta o meno, resta sempre l’unico, vero strumento da poter impiegare.

Di seguito vi riportiamo un video esplicativo:

Immagine anteprima YouTube

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