Nobel ai tre rivoluzionari della comunicazione

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Miliardi di bit in viaggio in lungo e in largo per l’intero pianeta in ogni istante, informazioni che si spostano a velocità elevatissime attraverso il globo e sono disponibili e accessibili da un angolo all’altro del mondo, consultate quotidianamente da milioni di persone. Ma non è tutto. La comunicazione passa anche per i social network, la Rete ha reso possibile riunire nuclei familiari lontani, amicizie, parentele o semplici gruppi d’interesse. Noi diamo oggi tutto questo per scontato, come parte integrante e “naturale” del nostro mondo, un’estensione planetaria delle nostre coscienze, ma non è stato sempre così. Se oggi la quasi interezza del pianeta è avvolta da una Rete e penetrata dall’informazione lo si deve ad alcuni studi pionieristici che, a cavallo tra gli anni 60 e 70, hanno gettato le basi tecnologiche affinchè tale rivoluzione fosse possibile. E finalmente il più ambito premio scientifico del mondo si è ricordato di loro.

“Per i progressi senza precedenti relativi alla trasmissione della luce attraverso fibra per la comunicazione ottica”, così recita l’annuncio che offre la comproprietà di metà del premio Nobel a Charles Kuen Kao, mentre l’altro annuncio riporta: “Per l’invenzione del circuito semiconduttore di immagini, il sensore CCD” per l’assegnazione dell’altra metà alla coppia di scienziati Willard Boyle e George Smith. Con due laconici messaggi quindi la celebre Royal Swedish Academy of Sciences di Stoccolma, che assegna annualmente il prestigioso Nobel, riconosce con il suo premio l’importanza delle ricerche svolte da questi tre scienziati, che possono a buon diritto essere considerati fondamentali per gli sviluppi tecnologici che hanno portato alla situazione attuale.

Charles Kuen Kao, nato a Shanghai nel 1930 è divenuto successivamente cittadino britannico e poi statunitense, laureandosi presso il Woolwich Polytechnic di Londra, per poi diventare ricercatore agli Standard Telecommunication Laboratories ad Harlow, Gran Bretagna. Qui, gli studi del suo team hanno portato a sperimentazioni prima solo immaginabili. Fondamentalmente la sua intuizione è stata quella di purificare il vetro per usarlo come conduttore di luce. Al tempo dei suoi primi studi, infatti, solo l’1 % della luce sarebbe riuscito ad attraversare una fibra di 20 metri. Attualmente, invece, ben il 95 % di quella stessa luce può transitare dentro un cavo di 1 Km.

Willard Boyle e George Smith invece sono due ricercatori statunitensi che, presso i Bell Labs nel New Jersey, hanno sviluppato la tecnologia oggi alla base delle comuni videocamere digitali oltre che dei telescopi come l’Hubble, che hanno rivoluzionato il modo di vedere tutto quello che circonda.

“La nostra è un’età dell’informazione e delle immagini e non c’è nulla che lo testimoni meglio di Internet e delle videocamere digitali” ha chiosato Robert Kirby-Harris a capo dell’Institute of Physics “Questi straordinari inventori sono responsabili delle trasformazioni radicali del mondo in cui viviamo e meritano davvero questo riconoscimento”.

Fonte

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