L’accessibilità è la chiave per l’economia digitale europea

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

La digitalizzazione e il riversamento su Internet delle attività economiche di maggior importanza è, com’è ormai assodato, la via maestra della new economy, il modo migliore per rilanciare aziende e attività lavorative, sviluppando nuove e più redditizie forme di commercio e aprendo la strada a opportunità e visibilità prima impensabili. L’Europa potrebbe trarre quindi enormi giovamenti economici incentivando questo naturale processo evolutivo dell’economia, ma prima sarebbe indispensabile darsi regole comuni a livello comunitario,riguardanti l’accessibilità dei contenuti stessi e questo non solo a livello di regole di sviluppo dei siti, ma proprio a livello legislativo tra i singoli stati.

Il Web Consortium infatti si è dato una serie di regole ben definite in relazione all’accessibilità dei siti web, ma la standardizzazione andrebbe conseguita prima di tutto nella politica comunitaria, per poi rispecchiarsi nelle istituzioni in Rete. Questo infatti è ciò che sostiene Viviane Reding, Commissario Europeo per la società dell’informazione, come ricetta per favorire lo sviluppo di Internet e di un mercato sempre più digitale, che proprio per la sua crescente imprescindibilità non può permettersi di lasciare indietro una fetta importante di cittadini europei, ossia i disabili.

La Reding parla quindi di un “European Disability Act”, ossia una normativa da presentare ai Paesi membri, che li obblighi a impegnarsi per conseguire una maggiore accessibilità della Rete. “Ogni Stato Membro sta seguendo la sua strada particolare” sostiene infatti la Reding “mentre noi dovremmo stabilire che è un fatto dispendioso per l’industria perché la costringe a conformarsi a un ampio spettro di standard nazionali frammentati. La cosa priva poi i disabili di servizi coerenti che invece si attendono”.

L’armonizzazione dei protocolli non sarà sicuramente un obiettivo facile da raggiungere, visto che tale direttiva dovrebbe in qualche modo scavalcare la sovranità dei singoli stati, ma il Mercato Unico Europeo necessita di regole chiare, che permettano una maggiore possibilità di acquistare liberamente, da qualunque luogo d’Europa, beni digitali fruibili su qualsiasi piattaforma e su entrambi i fronti l’Unione Europea sembra decisa a dare risposte chiare in tempi relativamente brevi.

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