Internet Eyes: il controllo è un gioco

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Il Web 2.0, l’evoluzione in chiave “social” di Internet. La parola d’ordine è condivisione, partecipazione; le persone reali al centro dei servizi della Rete. Un altro argomento dibattuto all’interno degli scenari di sviluppo della tecnologia è la privacy e il controllo. L’utilizzo di tecnologie lascia tracce elettroniche di noi, che possono essere seguite da chiunque, lette, schedate, riutilizzate per fini a noi ignoti, idem con le telecamere di controllo, sempre più diffuse per strada e nei luoghi pubblici. Fin’ora però esse erano anonime e impersonali, nel senso che le registrazioni non erano attivamente monitorate da altre persone, per cui, in senso stretto, non eravamo spiati, ma solo preventivamente schedati. Cosa succederebbe però se Web 2.0 e controllo si incontrassero? Lo sapremo presto: nasce Internet Eyes, il primo social network di controllo attivo tramite monitoraggio di telecamere a circuito chiuso.

L’idea, definiamola quantomeno singolare, è venuta a un imprenditore inglese, Tony Morgan. La trovata, che mischia Web 2.0 e controllo trasformando il tutto in un gioco a premi, consiste nel creare un sito dove chiunque può registrarsi. Dopo la registrazione inizia il gioco vero e proprio. Ogni giocatore potrà monitorare attivamente fino a 4 videocamere di sorveglianza e, in caso noti cose strane, segnalarle agli interessati in tempo reale. Per la segnalazione si prende un punto, se poi la segnalazione risulta vera e utile si vincono fino a 1000 sterline, altrimenti si perde un punto. Dopo tre falsi allarmi si esce dal gioco.

A chi teme che il progetto possa ledere la privacy e rischiare di spacciare per criminale chi magari non lo è Morgan risponde, attraverso un’intervista rilasciata al Daily Mail, che, al contrario, ritiene la sua idea un forte deterrente per i criminali: “Volevo combinare una cosa seria come fermare il crimine con l’incentivo di vincere del denaro” ha dichiarato. D’altra parte in Gran Bretagna il problema della privacy è enorme, essendo uno dei Paesi più sorvegliati al mondo con più di quattro milioni di videocamere funzionanti, circa una ogni quattordici abitanti, ma fin’ora erano poche quelle attivamente sorvegliate da qualcuno, mentre, sempre Morgan, sostiene che ora Internet Eyes permetterà di controllarle tutte 24 ore su 24.

Forse il problema della privacy è così enorme che alcuni cominciano a perdere sensibilità nei confronti dell’argomento, o forse la mentalità pragmatica e imprenditoriale di Morgan ha avuto la meglio su considerazioni etiche e filosofiche, eppure non è così difficile intravvedere un mostro dietro questa idea, che presuppone un impegno civico da parte dei cittadini esclusivamente come strumento per raggiungere un obiettivo economico, oltre all’ovvia perdita totale di concetti come privacy. Quella che emerge è quindi una nuova forma, cinica, pragmatica e materialistica, della società, dove anche le azioni “civili” si fanno per interesse e, al tempo stesso, dove si è costantemente esposti agli occhi di tutti, senza filtri. Una casa di vetro in cui tutti possono guardare al tempo stesso in cui a nessuno interessa davvero guardarci, se non per un tornaconto personale.

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Un commento

  1. fiupa

    FA SCHIFO

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