In Finlandia Internet è un diritto

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

In materia di diritti e di innovazione tecnologica spesso i Paesi Scandinavi sono all’avanguardia in Europa. Anche questa volta la regola non viene smentita e infatti la Finlandia ha deciso, tramite il proprio governo, che da questo luglio tutti avranno una connessione Internet garantita di almeno 1 Mb, non importa se vivono in città o nel più sperduto dei villaggi artici. Ma non è tutto: il programma è di portare questo minimo garantito a ben 100 Mb entro il 2015. Questo perchè si è deciso che il Web non è più esclusivamente una fonte d’intrattenimento, ma è ormai soprattutto un servizio di pubblica utilità, il cui accesso ad alte prestazioni va di conseguenza garantito all’intera popolazione.

Questo è quanto ha stabilito il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni di Helsinki. Il governo finlandese è infatti il primo ad obbligare per legge i fornitori di connettività a portare la banda larga sull’intero territorio nazionale, a prescindere dalla sua antieconomicità e questo perché appunto c’è stato il passo fondamentale, dal punto di vista giuridico, legislativo e dei diritti, di riconoscere alla rete il valore di diritto fondamentale, che perciò non solo deve essere garantito a tutti, ma deve anche rispondere a determinati parametri di efficienza e qualità.

Negli ultimi dieci anni infatti Internet è divenuta rapidamente uno strumento chiave di tantissime attività quotidiane, non solo di tipo intrattenitivo, assurgendo così sempre più a tecnologia centrale per tutto lo svolgersi dell’arco delle attività quotidiane, dal lavoro allo svago e assumendo così un ruolo centrale, pari se non superiore, a quello svolto dal telefono nel ‘900. Per questo quindi il digital divide non è più un concetto tollerabile in una nazione che voglia definirsi tecnologicamente avanzata.

Purtroppo da questo punto di vista però il nostro Paese è molto indietro, sia per motivi specifici (la sua difficilissima conformazione geografica) che anche per un disinteresse ancora molto diffuso tra quasi la metà della popolazione, che vede in internet ancora poco più che un passatempo per ragazzini. Si tratta di una situazione difficile poi anche dal punto di vista qualitativo: secondo il recente studio Broadband Quality Index, infatti, l’Italia sarebbe addirittura al 38esimo posto nel mondo. Se si svolgesse quindi ora un fantomatico vertice mondiale dei paesi più e meglio “connessi”, fosse anche un G20 e non un ristretto G8, noi non saremmo invitati.

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Un commento

  1. pier

    in italia invece internet è un rovescio!
    perchè qualunque provider tu abbia, prima o poi te lo mette in c*** sia come costi che come qualità del servizio!

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