Francia: l’HADOPI 2 è definitivamente legge

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Alla fine è passata, l’HADOPI 2 è legge. Con una decisione a sorpresa, che non solo arriva del tutto inattesa, ma scomunica di fatto le decisioni prese in precedenza durante la prima revisione, il Consiglio Costituzionale francese ha dato il via libera alla legge antipirateria fortemente voluta dal governo Sarkozy, senza questa volta intaccarla minimamente nel merito. Eppure il disegno di legge, dopo la revisione, non rispondeva comunque alle critiche mossegli con la prima bocciatura. E ora si prospettano tempi duri, non solo per i pirati, ma per tutti i cittadini.

L’HADOPI (Haute Autorité pour la Diffusion des Oeuvres et la Protection des Droits sur Internet) 2 è legge. I primi messaggi di avvertimento potrebbero quindi raggiungere i cittadini francesi della Rete già nei primi mesi del 2010.

Per completezza d’informazione, anche se si tratta di un argomento discusso già molte volte su queste pagine, riportiamo in sintesi la vicenda. Il disegno di legge originale prevedeva che ogni ISP vigilasse attivamente sul contenuto delle proprie connessioni e, in caso ci sia qualcuno che ne faccia un uso illegale, lo contatti via mail, invitandolo a desistere dal comportamento, pena la disconnessione forzata dal servizio, a cui seguiranno la comminazione di multe elevate e un processo.

Ciò comportava anzitutto che i provider monitorassero attivamente le connessioni di tutti i propri clienti, a priori, senza quindi alcun mandato da parte degli organi preposti e senza alcun sospetto di colpevolezza. Ciò implica, com’è del tutto evidente, che gli ISP si sostituissero a molti altri organi preposti, sia di controllo che giudiziari, violando per giunta un elementare diritto civile come la privacy, di cui gode qualsiasi libero cittadino, finchè non sia accusato esplicitamente di qualcosa. Si perde anche il concetto di Net Neutrality, che dovrebbe garantire l’anonimato dei bit di informazione che viaggiano ogni giorno, o almeno l’anonimato di chi la fa viaggiare; il contrario significa controllo di massa. La disconnessione forzata poi viola il diritto di ciascun utente ad informarsi ed informare, il controllo totale e aprioristico propugnato da questa legge, infatti, non specifica chi deciderà quali siano le cose lecite e illecite da dire e fare sulla rete. Inoltre una sospensione unilaterale, qualora i pagamenti fossero in regola, sarebbe da considerarsi, a rigor di logica, illegale.

Proprio su questi aspetti si erano appuntate le critiche del Consiglio Costituzionale durante la prima revisione del disegno di legge. La seconda revisione ha apportato di conseguenza alcune correzioni, ma non di sostanza: resta il meccanismo dei tre passi successivi, primo avviso, secondo avviso e, invece dell’immediata sospensione del servizio, si procederà ora con l’iter giudiziario. A differenza della prima versione infatti ora è necessario che sia un giudice, e non il provider, a stabilire la pena. Il nuovo disegno inoltre si “preoccupa” anche di un caso specifico, che spesso viene citato dagli oppositori delle leggi repressive e cioè l’impossibilità di stabilire una responsabilità individuale perchè l’intestatario dell’abbonamento e chi commette il crimine non devono per forza coincidere. Ebbene il nuovo disegno di legge risolve il complesso problema della responsabilità individuale a modo suo, e cioè con un netto quanto brutale colpo di spada che va a colpire entrambi i soggetti. Secondo la nuova Hadopi, infatti, se l’abbonato a Internet non coincide con l’autore del crimine, cioè se è una terza parte a utilizzare la connessione per fare peer to peer, l’abbonato sarà comunque punito per negligenza, con una multa fino a 1.500 euro e una sospensione dell’abbonamento per massimo un mese. Chi perde l’accesso Internet inoltre non può attivarlo con un altro provider, altrimenti rischia una multa aggiuntiva di 3.750 euro. Multa della stessa somma anche per il provider che non dovesse ubbidire all’ordine del giudice di scollegare l’utente entro 15 giorni.

Fin qui la storia. Incredibilmente però ora il Consiglio Costituzionale torna sui propri passi, dando il via libera alla legge, senza andarla più a toccare nel merito anche se, com’è evidente da quanto sopra, essa non è cambiata rispetto alla prima bocciatura e tutti i punti nevralgici sono ancora lì. Il Consiglio si è questa volta unicamente limitato a cambiare un piccolo articolo, indicando che l’ammontare delle multe debba essere stabilito per legge e non essere variabile a seconda dei casi e delle valutazioni. Cosa è successo ai membri del Consiglio e perchè abbiano così platealmente sconfessato le , giuste, critiche di alcuni mesi fa non ci è dato saperlo, ma il tutto suona ovviamente strano.

E ora che succederà? I cittadini francesi,anzitutto, dall’anno nuovo si sveglieranno nel 1984 di Orwell: chiunque di loro sarà controllato attivamente in maniera preventiva, si analizzeranno i siti e le abitudini di uso della connessione a Internet e tutto sarà controllato e archiviato, a uso e consumo di non si sa bene chi. La Quadrature du Net, da sempre impegnata a tutela dei diritti dei cittadini della rete e oppositori di provvedimenti simili, si scagliano contro un parere dei giudici definito “incomprensibile” e ritengono rappresenti una sconfitta per la democrazia e per le libertà online. Intanto i fautori della legge, le major prima ancora che il governo francese, ovviamente gongolano e si auspicano che altri Stati seguano l’esempio,mentre Sarkozy commenta che l’avvento del regime di monitoraggio e disconnessioni è espressione della volontà della Francia di tutelare l’arte e di fare in modo di edificare “una Internet civilizzata”.

Peccato che, come ribadito tantissime volte, questo atteggiamento sia simile a quello di colui che guarda il dito che indica la Luna e non la Luna stessa. Se infatti la tutela dei diritti d’autore è sacrosanta, altrettanto lo è quella dei diritti civili dei cittadini e degli utenti e quella che si vuol far passare come la miglior soluzione possibile non lo è affatto. Altri metodi infatti ci sarebbero per mettere daccordo le due cose, ma ovviamente le major e le loro potentissime lobby di pressione, in grado di orientare anche governi e commissioni costituzionali, non ne vogliono sentir parlare, perchè significherebbe perdere parte dei loro lauti, quanto dubbiamente legittimi guadagni.

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4 Commenti

  1. xmen

    la do io la disdetta, senza che me la sospendano loto…
    cosi riparmio 20€/mese..
    siamo poio sicuri che alla Microsoft, all’Autodesk, questa legge piaccia?
    come faranno a diffondere i loro programmi?

  2. Luigi Mango

    ciao xmen, pur rispettando l’opinione di tutti, ho ritenuto opportuno eliminare una parola offensiva dal tuo commento. Ti prego di non prendertela.

    Luigi

  3. Francia: l’HADOPI 2 è definitivamente legge - ScrittInediti

    [...] di Alessandro Crea Fonte: PcTuner Blog (link all’articolo) [...]

  4. HADOPI: la legge contro il P2P che vìola la nostra privacy

    [...] Francia: l’HADOPI 2 è definitivamente legge [...]

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