Web + TV: il Sacro Graal dell’era digitale

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Sarà il nuovo Sacro Graal dell’era digitale. A dirlo non è qualche improvvisato guru multimediale e poco credibile, ma il Wall Street Journal, la bibbia della new economy, uno dei più prestigiosi e seri giornali finanziari del pianeta. E così, mentre in Italia stiamo ancora lentamente transitando dalla vecchia TV al digitale terrestre, nel resto del mondo i grandi marchi produttori di televisori, le maggiori aziende di processori, le società all’avanguardia nella creazione di software e i più grossi operatori del Web sono tutti al lavoro per rendere possibile questa trasformazione. Presto potrebbe dunque essere possibile navigare, leggere libri in formato digitale, comunicare con gli amici e in una parola usufruire di tutti i vantaggi offerti dai social network e dai servizi online.

Si tratta di una possibilità che obbligherà quindi tutti a cambiare: chi oggi fa la TV, chi produce informazione e chi offre contenuti e servizi per la Rete. Cambiamenti che, con effetti a cascata, sconvolgeranno inevitabilmente anche il mercato pubblicitario in un futuro non troppo lontano.

Secondo la società di ricerca iSuppli ad esempio, le previsioni dicono che già nel 2013 i televisori attrezzati per interagire con Internet saranno circa 90 milioni, conquistando ben il 40% del mercato mondiale. “Appena cinque anni fa la gente sosteneva di non voler la posta elettronica sul cellulare, ora sui telefonini vengono scambiati interi file”, spiega Patrick Barry, senior executive di Yahoo, facendo un parallelo per spiegare quello che ci attende. Non a caso la web company è tra quelle in prima fila nello studio di nuove applicazioni pensate appositamente per le TV di nuova generazione. “La TV sta diventando il nuovo terreno di battaglia per il Web”, chiosa il Wall Street Journal, elencando gli sforzi delle tante aziende coinvolte in questa rivoluzione.

Di problemi da risolvere, comunque, ce ne sono tanti, prima del fatidico 2013, primo tra tutti individuare con sicurezza le modalità di fruizione del nuovo media, approntando un’interfaccia adeguata allo scopo, poiché la TV viene vissuta in maniera profondamente differente dal normale computer e richiederà perciò meccanismi di interazione differenti, come è già successo quando i giochi dal PC si sono trasferiti sulla TV, tramite le console.

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