Non perdere la bussola: Polizia e YouTube per un’Internet più sicura

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

“La rete non è diversa dalla vita di tutti i giorni, quindi anche sul Web ci sono dei codici di condotta che regolano le reti sociali.” L’affermazione di Marco Pancini, European Senior Policy Consuel di Google, è talmente lapalissiana che a molti sarà sembrata scontata nella sua auto evidenza. Eppure non è così, perché tantissimi, forse la maggior parte dell’utenza, non conosce o prende sottogamba tali leggi non scritte e condotte di comportamento, ignorando il fatto che Internet sia esattamente come una qualsiasi grande metropoli, che offre divertimento, cultura e luoghi di aggregazione, ma che nasconde anche delle insidie, dei vicoli bui in cui non si dovrebbe entrare. Per rimanere in casa Google ad esempio, YouTube possiede un proprio, articolato, codice di comportamento, ma quanti, tra gli oltre 10 milioni di frequentatori, lo conoscono e, soprattutto, lo mettono in pratica? Non si tratta solo di educazione e rispetto reciproco, ma soprattutto di sicurezza, visto che il target di età degli utilizzatori della Rete, soprattutto in Italia, ma non solo, è molto basso. I pericoli possono essere tanti e reali, per questo il noto social network, la Polizia delle Comunicazioni e il Ministero dell’Istruzione si sono alleati.

L’iniziativa si chiama “Non perdere la bussola” e prevede una “task force” di esperti composta da poliziotti molto giovani che, su richiesta dei singoli istituti, terrà nelle scuole medie e superiori, dei seminari sui pericoli di internet, sulle modalità per difendersi e sul comportamento migliore da tenere in Rete. Cyberbullismo, pornografia, pedofilia, problemi di privacy, violazione del copyright, sono solo alcune delle insidie in cui ci si può imbattere usando il Web e saranno proprio questi quindi gli argomenti che, a partire dall’anno scolastico 2009-2010, potranno essere affrontati nei workshop formativi organizzati dalla Polizia delle Comunicazioni con il supporto di YouTube e tenuti da poliziotti di giovane età. I ragazzi più giovani infatti “non ascoltano i genitori per quanto riguarda il mondo di Internet, perché è il loro regno, un luogo quasi sconosciuto per gli adulti” ha detto il neodirettore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Antonio Abruzzese “sarebbe assurdo quindi pensare di competere con loro sul piano tecnico, sono molti più avanti”.

Da qui quindi l’idea di coinvolgere nell’iniziativa uno dei portali più noti e gettonati dagli internauti adolescenti e non solo, nella speranza di riuscire a sensibilizzare una generazione sempre più refrattaria a concetti come regole, pericolo e rispetto.

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