Google: micropagamenti per l’editoria online

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

L’editoria tradizionale, quella cartacea, è sempre più in crisi di vendite e ricavi, non solo qui in Italia, paese dove tradizionalmente si legge poco di tutto, ma anche nel resto del mondo. Molti editori hanno quindi da qualche tempo preso in considerazione lo spostamento delle proprie attività sul Web, o almeno l’affiancamento di una versione elettronica a quella cartacea. Tuttavia ciò fa insorgere un secondo problema, sempre connesso ai guadagni ottenibili: come hanno dimostrato le crisi dello scorso anno anche dei vari giganti della Rete è tuttora difficile individuare un modello di business vincente su Internet e raccogliere introiti semplicemente dalle inserzioni pubblicitarie all’interno di contenuti gratuiti si è spesso rivelata una fonte insufficiente. Ora l’associazione americana che riunisce gli editori di oltre 2 mila giornali ha chiesto a Google, Microsoft, IBM e Oracle di proporre una soluzione che permetta di monetizzare gli accessi ai siti Internet e la risposta non si è fatta attendere: i micropagamenti.

Pay per content è il termine tecnico del modello che prevede il versamento di un piccolo contributo da parte dell’utente per accedere a contenuti per lui interessanti, in pratica l’applicazione all’editoria e all’informazione, di quanto avviene già ad esempio con l’Apple Store e iTunes. La difficoltà di attuare tale idea si è però sempre scontrata con una difficoltà: quella di trovare un sistema di transazione di denaro online che permetta il trasferimento di cifre molto piccole senza troppe spese. Ed è proprio in questo contesto che entra in scena il colosso di Mountain View. Google ha infatti annunciato da poco che entro il 2010 avrà pronta una nuova piattaforma per i pagamenti adatta ai giornali, derivata dalla già esistente Google Checkout, attuale concorrente del più noto PayPal.

La proposta di Google però non è di così semplice attuazione, in quanto ultimamente il gigante del Web inizia ad attrarre guai giudiziari, come accade già da tempo a Microsoft: in Italia infatti l’Antitrust ha aperto un fascicolo per abuso di posizione dominante nel campo dell’informazione online contro Google, mentre negli Stati Uniti sono molte le voci di scontento per la capacità del sito di attirare pubblicità a danno, secondo gli accusatori, dei giornali online che invece forniscono i contenuti.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

Un commento

  1. TrZ

    Non credo che funzionerà una cosa del genere..
    O perlomeno non quanto sperano le major..
    Anche perchè la gente legge i siti online perchè non deve pagare per farlo ( eccetto i costi di connessione ) e non tanto perchè viene più comodo non uscire di casa e guardare lo schermo del proprio Pc.

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati