Chi controlla i Parental Control?

Web e Business     Autore: Luigi Mango Aggiungi un commento

Sia che siate dei genitori o che pensiate di diventarlo un giorno, è possibile che vogliate dormire sonni tranquilli affidando, in toto od in parte, la sicurezza della navigazione sul Web di vostro figlio ad un programma che sia in grado di filtrare i contenuti potenzialmente dannosi, quelli che per voi lo sono almeno, cosi da cercare di proteggerlo da siti indesiderati.

Questi programmi esistono e sono dei parental control, noi stessi ne abbiamo incontrato qualcuno durante i test di alcune suite di sicurezza, come il  Zone Alarm Internet Security Suite o il G Data Notebook Security 2009. Il loro funzionamento è semplice, vi sono dei menù da selezionare per escludere intere tipologie di siti non adatti ad un under 18, con contenuti come drogra, alcool, sesso ecc.

The Pulse
The Pulse

E’ però notizia di questi giorni che, alcuni software di parental control integrerebbero al loro interno un programma in grado di “vedere” e memorizzare le comunicazioni che avvengono normalmente in chat, come ad esempio MSN, Yahoo! ecc.  A scoprirlo e ad annunciarlo sarebbe stata l’Associated Press tramite questo comunicato. Ora viene naturale chiedersi a chi o a cosa può mai servire uno spezzone di chat avvenuta tra due teenager. La risposta è semplice, serve a monitorare i gusti e le tendenze riguardo a tutto ciò che può fare consumismo, ovvero musica, videogame e quant’altro.

Una volta che si è riusciti ad avere un profilo commerciale su un determinato utente, lo si può tempestare di pubblicità mirata, cosi da avere la certezza di un ritorno economico superiore rispetto a quanto avviene normalmente.

Il programma capace di tutto questo è stato creato da EchoMetrix, con sede a New York, già nota in passato per aver immesso sul mercato un programma (Pulse)  in grado di rilevare i gusti e le preferenze direttamente dai social network, oltre che da forum e chat. Il CEO di EchoMetrix ha candidamente ammesso che il programma inserito in alcuni parental control non mette a rischio la privacy del giovane utente, in quanto i dati personali non vengono divulgati, per il programma è semplicemente un utente con un nick name a cui piacciono determinati film e marche di vestiti.

Il dubbio è lecito, viene naturale domandarsi chi ci difenderà dai parental control ora? Per fortuna i leader del settore come Symantec, McAfee ed altri hanno categoriamente negato tale pratica, almeno su questi possiamo stare tranquilli.

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