Stress da Internet lenta: e le imprese ci rimettono

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Con l’avvento di Internet molte cose sono cambiate nel corso degli anni, anche il modo di fare acquisti ad esempio. Col sempre maggior diffondersi dell’e-shop infatti è possibile scegliere tra tantissimi prodotti in pochi minuti e senza il bisogno di doversi recare fisicamente in uno o più negozi. Ma la navigazione nel Web ha portato anche un’altra cosa: una sempre maggior impazienza dell’utente verso il caricamento delle pagine. In maniera proporzionale all’aumentare della banda disponibile, la nostra impazienza è altrettanto cresciuta, tanto che sono sicuro che, nella percezione di molti utenti, non esiste il ricordo di una chiara differenza tra quando si navigava a 56 kb ed ora, con decine di Mb disponibili in banda. La pagina sembra comunque metterci sempre più di quello che vorremmo e si tende così a chiudere quelle più lente per impazienza, danneggiando così molte imprese.

Stressa da Internet sarebbe il termine più esatto del disturbo di cui soffriamo quasi tutti noi utenti della Rete. Quell’impazienza che ci divora quando navighiamo, quell’intolleranza verso quella manciata di secondi in più che una pagina può impiegare a caricarsi, quella smania di istantaneità che ci porta a cliccare furibondamente per aprire e chiudere nuovi tab del nostro browser, promuovendo o bocciando con un clic il lavoro di tante persone che sta dietro una pagina che impiega qualche secondo di più a caricarsi.

A fare le spese di tutto questo sono tante imprese, soprattutto di e-commerce, che non riescono o non possono migliorare l’efficienza del proprio server o del codice alle spalle del proprio sito. Una situazione che rischia di danneggiare l’economia, spiega una ricerca condotta dalla Redshift Research per conto della Computer Associates. In uno studio svolto intervistando 2.500 utenti nei cinque principali paesi dell’Unione Europea (Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Spagna), è emerso infatti che ben il 34 % degli interpellati concede a un sito non più di 10 secondi per rispondere e caricare la pagina, prima di abbandonarlo a favore di un altro, mentre il 38 % dei clienti ha avuto difficoltà ad eseguire operazioni di acquisto online. Inoltre, di tutti i consumatori che abbiano incontrato qualche problema che non gli ha permesso di concludere positivamente un’operazione di acquisto, il 46 % andrà a cercare un sito alternativo, mentre il 34 % addirittura arriva a interrompere definitivamente l’operazione. La gran maggioranza degli utenti, inoltre, impiega Internet per svolgere ricerche tramite i motori, per trovare notizie ed informazioni sul prodotto che vogliono acquistare, ma se il sito non è in grado di dare una risposta in tempi accettabili, i potenziali clienti fuggono nel giro di pochi secondi. Una corsa contro il tempo insomma, che rappresenta un danno consistente per le imprese che utilizzano il Web per attirare clienti e soprattutto per le aziende che vendono i propri prodotti direttamente su Internet.

Lo stress da navigazione diviene quindi fonte di preoccupazione, non solo per la salute nervosa degli utenti, ma anche per le aziende che stanno investendo sempre più nel commercio elettronico. Ma la ricetta? “Un’esperienza online, anche di poco inferiore al massimo, produce nell’utenza livelli elevati di stress, provocando a loro volta insoddisfazione e perdita di un potenziale cliente per l’azienda”, spiega Kobi Korsah, direttore del marketing di Computer Associates per l’area EMEA (Europa, Africa e Medio Oriente). “In questo difficile momento economico, le imprese devono disporre di adeguati strumenti per il monitoraggio e la gestione delle prestazioni, con cui risolvere eventuali problemi. Solo così si potrà garantire ai consumatori un’esperienza positiva, oltre ad attirare e fidelizzare i clienti”, conclude Korsah.

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