Mininova vuole le scuse del governo olandese

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Proprio così: i proprietari di Mininova, attualmente sotto processo per le stesse accuse dei loro colleghi svedesi di The Pirate Bay, hanno chiesto che il governo olandese ritiri ufficialmente le dichiarazioni su di loro e il loro operato, in quanto false e tendenziose e pericolose, giacchè, essendo passate da tutti i maggiori media nazionali, potrebbero influenzare negativamente il giudizio che sta per essere emesso al processo.

Tempi duri per i tutori della legge e dell’ordine, nonché del diritto d’autore. Difendere il copyright, almeno com’è inteso attualmente, è un argomento particolarmente spinoso in quest’ultimo periodo, soprattutto se connesso a Internet e all’uso che ne fanno milioni di persone nel mondo. Così anche il governo olandese sta incontrando le sue belle difficoltà.

Anche lì infatti il governo era in cerca di soluzioni per proteggere il diritto d’autore ed aveva così formato un team di 4 esperti, presi tra i propri membri, i quali, dopo mesi di lavoro, sono giunti alla brillante soluzione di criminalizzare l’eventuale uso illegale di materiale protetto da copyright (attualmente non è infatti un crimine in Olanda, se per uso personale e non a scopo di lucro) dal momento in cui saranno disponibili sufficienti fonti legali da cui acquistare il materiale in questione.

Il problema però non sarebbe nemmeno questo, I responsabili di Mininova infatti hanno protestato per quanto concerne loro, visto che la commissione governativa avrebbe affermato una serie di inesattezze sul loro operato, col rischio di convincere l’opinione pubblica di cose non vere e influire quindi negativamente sull’esito del processo.

In particolare le affermazioni incriminate riguarderebbero il fatto che il sito sarebbe solito ignorare le richieste di rimozione provenienti dai detentori dei diritti, rifiutandosi di eliminare i torrent indicizzati, che ospiterebbe contenuti illegali sui propri server e aggiungerebbe recensioni ai torrent messi online dai suoi utenti.

Tali informazioni sono infatti platealmente false, visto che Mininova non solo sostiene di rispondere positivamente alle richieste di rimozione, filtrando anche i contenuti contestati o comunque attrezzandosi per farlo, ma la cosa più eclatante è l’aver ignorato che Mininova si configura esclusivamente come motore di ricerca, non ospitando quindi alcunché sui propri server, tantomeno recensioni di utenti.

Alla luce di tutto ciò, Mininova ha dunque chiesto ai parlamentari protagonisti non solo di evitare di continuare nella loro opera di disinformazione ma anche e soprattutto di pubblicare rettifiche sul sito Web del parlamento e nei quotidiani nazionali, considerando anche la possibilità di adire le vie legali se tali richieste non dovessero essere soddisfatte. Cosa per altro molto probabile, visto che i sempre più brillanti parlamentari colti in castagna non hanno saputo trovare niente di meglio che invocare l’immunità parlamentare per non dover smentire le proprie accuse perdendo la faccia, né rischiare querele o peggio. Tuttavia gli esperti legali hanno già dichiarato che l’immunità invocata non sarebbe valida quando i membri del parlamento parlano in pubblico come appunto è successo in questo caso.

Insomma, forse non sarà un evento esemplare, che cambia il corso dello sviluppo di Internet, come nel caso del processo a TPB, ma anche la storia di Mininova ha tutta l’aria di star prendendo la forma di ennesima soap opera a base di colpi di scena e capovolgimenti di fronte e, se ce ne sarà ancora l’occasione, non mancheremo di aggiornarvi.

Fonte

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