Microsoft pensa alla musica in streaming

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

La rete evolve velocemente e, assieme ad essa, evolvono i modi di fruirne i contenuti offerti da parte degli utenti. A tal proposito parrebbe che il tempo dei download, legali o meno, di musica, si stia avviando verso la fine. I consumatori infatti si stanno man mano allontanando dal concetto di possedere individualmente e localmente qualcosa. Prima era materialmente il CD, ora anche i file, la cosiddetta “musica liquida”, inizia a tramontare in favore di qualcosa che somiglia più al concetto di cloud computing: a che pro riempire interi HDD di file se posso ascoltare i miei LP preferiti quando voglio e da dove voglio, in streaming? E allora ecco che Microsoft, sempre attenta alle tendenze del mercato, pensa di esordire con un servizio di musica in streaming.

Il debutto avverrà nel Regno Unito, dove tale tendenza è molto in ascesa. Il servizio, di cui però ancora non si sa il nome commerciale, prenderà il posto del defunto MSN Music, store “tradizionale” per acquistare e scaricare file musicali, che non ha avuto molta fortuna.
Nonostante la vicinanza del debutto, Microsoft ammette però, per bocca di Peter Bale, Direttore Esecutivo di MSN, di non aver ancora definito un preciso modello di business, ma che anzi il servizio si evolverà e che loro sono alla finestra per osservare quanto propone il mercato e poi modificare la loro proposta on-the-fly, fino a trovare la formula più giusta, sia per Microsoft che per i propri clienti.

Inizialmente almeno il servizio sarà comunque molto simile a Spotify, con la possibilità di fruire del servizio gratuitamente, con alcune restrizioni e gli introiti generati dalla pubblicità, oppure tramite sottoscrizione. Si pensa anche alla possibilità di integrarlo nelle diverse piattaforme di cui dispone Microsoft, ad esempio i servizi riguardanti la XboX360, che ha già disponibile un suo spazio virtuale, in cui sarebbero integrabili i contenuti in streaming, per non parlare di tutto quanto legato a Zune, il lettore multimediale dell’azienda di Redmond, ora giunto alla versione 2.

Insomma pare proprio che il futuro della fruizione musicale sia sempre più legato allo streaming, come dimostrano studi che hanno trovato una correlazione tra la forte diffusione dei servizi in questa forma e una flessione dei download e dello sharing illegale. Una soluzione che potrebbe mettere d’accordo sia produttori che consumatori, anche se, a un vecchietto come me, la sempre maggior virtualizzazione della fruizione musicale, mette un po’ di tristezza, ma mi rendo ben conto che, alla fine, quello che poi importa è la musica e il suo ascolto ed essa sempre stata, per sua natura, qualcosa di liquido e inafferrabile, in passato fissato su supporti materiali solo per comodità e per limitazioni tecnologiche nella sua fruizione. Limitazioni che ora, a quanto pare, stanno sempre più sparendo.

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