Microsoft e Yahoo!: è l’ora dell’accordo

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Dopo quasi un anno di trattative, di tira e molla, di smentite e no comment e anche di cambi aziendali al vertice come quelli che hanno interessato sia Yahoo! che Microsoft, finalmente sembra fatta: l’accordo tra i due colossi è stato raggiunto e, benché per il momento le due società non abbiano rilasciato commenti ufficiali, l’annuncio formale dovrebbe arrivare nelle prossime 24 ore, stando a fonti anonime ma molto vicine, riportate già nei giorni scorsi da siti esteri come AllThingsDigital e Advertising Age.

A quanto pare è fatta, Microsoft e Yahoo! collaboreranno per fare concorrenza allo strapotere di Google le cui quote di penetrazione del mercato sono così elevate che la somma di quelle dei due colossi non impensierirebbe comunque il direttivo di Mountain View. L’accordo per la partenership nel campo dei motori di ricerca e dell’advertising online non prevede, stando sempre alle anticipazioni, il pagamento di alcuna cifra da parte di Microsoft ma solo una condivisione degli introiti, oltre chiaramente alla messa in comune dei rispettivi know how per sviluppare nuove soluzioni più competitive. In questo modo quindi l’accordo, a differenza dei tentativi dell’anno scorso, sembrerebbe non configurarsi come un’acquisizione vera e propria, ma come una collaborazione tra le due aziende che condivideranno costi, ricavi e sviluppo di soluzioni comuni. Bing, infatti, il nuovo motore di ricerca fatto debuttare da poco da Microsoft, potrebbe diventare il provider di ricerca di default per Yahoo!, che a sua volta si occuperebbe invece di gestire il settore delle vendite di spazi pubblicitari, utilizzando la tecnologia Microsoft.

Tuttavia le cose non sono così semplici e l’accordo tra la seconda e la terza compagnia al mondo nel campo dei motori di ricerca potrebbe essere bloccato dall’antitrust. Già l’anno scorso infatti il progetto di partnership commerciale tra le due società fu impedito dal Dipartimento di Giustizia Usa, inoltre l’intesa potrebbe trovare degli ostacoli normativi anche per quanto riguarda la privacy, secondo ad esempio Colin Gillis, analista del Brigantine Advisors, che spiega: “Ogni accordo che preveda che Microsoft faccia da provider di ricerca di Yahoo e ne condivida quindi i dati potrebbe essere sottoposto al vaglio dei dipartimenti di giustizia degli Stati Uniti e dell’Unione Europa”.

Insomma lo scenario è ancora molto in fieri e anche l’eventuale annuncio ufficiale non potrà sollevare tutti i veli sulla questione. Non resta quindi che continuare a seguire gli sviluppi di quella che promette però di essere, se non una svolta epocale del settore, sicuramente un avvenimento molto importante, che contribuirà a smuovere le acque stagnanti dei motori di ricerca, da troppo tempo paralizzati dal monopolio di Google.

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