Low Impact Man: l’uomo che ha fatto dell’ecologia uno stile di vita

Ecologia e Risparmio Energetico     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Probabilmente non tutti conoscono la storia di Steven Vromman, un cittadino belga di 48 anni, dipendente part-time dell’Ong belga Ecolife, che vive a Gent, a 56 km da Bruxelles, e che della sua passione per l’ecologia ha fatto un vero e proprio stile di vita, consentendogli così di guadagnarsi la denominazione di “Low Impact Man”.

 

Dal Primo Maggio 2008 ha deciso di condurre una vita a bassissimo impatto ambientale, dimostrando così che, con tanta buona volontà e qualche accorgimento, sia concretamente possibile mettere in pratica tutti quei principi in cui lui ha sempre creduto, che si ispirano all’amore ed al rispetto della natura.

Steven Vromman non possiede un’automobile, si muove all’interno della sua città soltanto in bicicletta, ma la sua non è una bici comune, è pieghevole e consente di essere collegata ad un generatore dal quale ricava l’energia che gli permette di alimentare il computer o la radio, così, pedalando per venti minuti ottiene l’elettricità che gli serve per utilizzare un’ora il suo computer.

Il signor Vromman, non è contro la tecnologia, usa Facebook, ha un blog seguitissimo che usa per condividere con gli altri la sua esperienza, ma, per quanto riguarda i dispositivi, preferisce attuare delle scelte più salutari per il suo pianeta, per esempio acquistando un portatile invece di un PC da casa, perché il suo consumo è inferiore, possedendo un lettore MP3 che, girando una manovella, viene alimentato attraverso una dinamo che dà carica alle batterie. Non possiede televisore, ferro da stiro, bollitore o forno a microonde.

Anche in casa ha adottato delle strategie che gli consentono di mantenere fede ai suoi principi: ha scelto batterie a basso consumo; per trattenere il calore nella sua abitazione, invece di utilizzare delle finestre a doppio vetro, ha preferito applicare uno strato di carta velina trasparente sui vetri; per non far disperdere il calore sulla parete, ha posizionato sul muro dietro ai termosifoni uno strato di alluminio; ha isolato il pavimento tramite un soppalco di sughero alto 10 centimetri; possiede un piccolo frigorifero che contiene giusto il minimo indispensabile e con la lavatrice sceglie lavaggi non superiori ai 30-40°, utilizzando soltanto detersivi ecologici.

Ha posto fuori casa una cisterna con la quale raccoglie l’acqua piovana che utilizza per il bagno, perché l’acqua corrente serve soltanto per bere, cucinare e lavare i piatti; ha detto addio a bagnoschiuma e shampoo, meglio la saponetta, mentre per radersi ha scelto di usare lamette usa e getta e schiuma da barba.

Compra soltanto abiti usati, fanno eccezione le scarpe da jogging; non mangia carne e pesce e preferisce acquistare soltanto prodotti locali, spesso prendendoli direttamente dalle fattorie, perché comprando “alimenti che vengono da paesi lontani c’è il consumo di energia per il trasporto con navi e aerei”. Sceglie cibo non confezionato perché non solo è più economico, ma non genera neanche rifiuti, per il trasporto non usa buste di plastica ma di tela, che riutilizza continuamente. Come ogni appassionato del verde possiede varie piante e si diletta a coltivare pomodori ed insalata.

L’attuazione di questi suoi comportamenti non solo porta effetti benefici sull’ambiente, ma  consente a Steven Vromman di ottenere bollette più leggere. “Prima pagavo 100 euro al mese, ora solo 40”, continua spiegando “D’estate anche l’impianto di riscaldamento dell’acqua rimane spento e, se serve, l’acqua la scaldo sul fornello a gas. L’impatto ecologico è minore”. Il suo utilizzo medio giornaliero di elettricità è di 2 o 3 kilowatt, mentre quello di acqua, che è stato calcolato di circa  120 litri a persona, per “Low Impact Man” è soltanto di 15 litri. Secondo questo nuovo stile di vita, adottato da poco più di un anno, Steven Vromman ha calcolato che il costo della sua vita si è abbassato di circa il 20%. La sua attenta lotta ai rifiuti lo porta a produrre soltanto 1 kg di spazzatura generica al mese ed il suo cassonetto per le lattine ed i vari contenitori, dalla capienza di 500 grammi, dopo un anno di uso non è ancora stato svuotato.

La forza di volontà che “Low Impact Man” ha nel voler costruire intorno a lui un mondo migliore è grande e lo porta condurre una vita estremamente attenta, senza rimpianti ed in totale serenità: “Non è difficile vivere in armonia con il pianeta, dobbiamo, però, tenere sempre in mente che ne abbiamo uno. Dobbiamo solo cambiare un po’ il nostro modo di pensare”. “Sulla terra ci sono sei miliardi settecentomila abitanti, dividendo il pianeta per ogni singolo individuo, la quantità di terra a disposizione di ognuno è di 1,6 ettari. Se tutti vivessero come i cittadini del mondo occidentale, come i belgi con una media di 5,1 ettari, ci vorrebbero tre pianeti!”. Questi suoi ideali, il credere che sia realmente possibile fare la differenza per difendere e tutelare in nostro mondo, lo hanno sempre spinto a condurre una vita all’insegna del verde, basti pensare che il suo impatto ambientale era, prima di adottare questo nuovo stile di vita, di 3,5 ettari, mentre in questo ultimo anno ed un mese si è abbassato drasticamente, arrivando a 1,9 ettari. Ma Steven Vromman ancora non è soddisfatto, ha fissato il suo traguardo a 1,6 ettari, che conta di raggiungere quando isolerà anche il tetto di casa sua.

Questa sua filosofia di vita ha come unico scopo quello di aiutare l’ambiente, non vuole premi o riconoscimenti speciali, tant’è vero che ha rifiutato la candidatura alle prossime elezioni europee nel partito dei Verdi: Steven Vromman ha degli ideali in cui crede fermamente e vive nel pieno rispetto di questi.

Sta portando questi insegnamenti anche ai due suoi figli, Adam di 10 anni e Marieke di 13, spiegando loro cosa vuol dire vivere nel rispetto della natura, tramandando loro il suo stile di vita a basso impatto ecologico. Sarebbe bello, ma ancor più utopistico, pensare che il comportamento di “Low Impact Man” potesse essere preso a modello da tutti gli abitanti del mondo, ci si potrebbe però accontentare se soltanto alcune delle sue abitudini divenissero fonte di ispirazione di noi tutti, perché basterebbe poco per far molto per il nostro pianeta!

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

Un commento

  1. Pianetavivo

    : A parte il maggiore costo di acquisto, chissà se i doppi vetri sono più o meno coibenti della carta velina alle finestre? sarebbe interessante anche un confronto colla plastica trasparente adesiva.

    : Stirare è inutile quanto comprare nuovi abiti soltanto per seguire la moda! stiratevi pure ma siatene consapevoli. Nella durata che impiegheremmo per stirare, stiracchiamoci e carezzaMICI: è meglio!
    : Mohandas Gandhi si filava e tesseva i vestiti da sé; a me sembra che cucirseli o almeno rammendarseli da sé sia un buon compromesso tra spese ambientali (finora minimanente monetizzate), pigrizia, individualizzazione, socializzazione (e chiacchierare cucendo è più nobile che chiacchierare bevendosi tè e biscotti).

    : I computer portatili consumeranno pure meno dei fissi, ma sono più delicati, e la spesa d’acquisto è maggiore.

    : Il sapone dà effetti sgradevoli sui capelli, se l’acqua è calcarea. Consiglio detersivi per lana da ingredienti vegetali; eventualmente aggiungerci olio.

    : L’area d’impronta ambientale comunque sia stata stimata e ponderata è una media, suppongo che non consideri il peso dei trasporti necessari per spostare derrate e altri beni tra aree più e aree meno fortunate.
    : Le pratiche agricole biodinamiche rendono le produzioni meno variabili rispetto al clima.

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati