Craccare la dottrina Sarkozy per dimostrarne l’assurdità

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

È quanto è successo in questi giorni in Francia, ultimamente tra le nazioni più accanite nel difendere il diritto d’autore, nella sua formulazione attuale, e più decisa a perseguitare ad ogni costo chi infrange la legge, anche in maniera sproporzionata. Nella telenovela Hadopi infatti, dopo la bocciatura da parte del Consiglio Costituzionale francese, il governo Sarkozy è tornato alla carica con una legge rivista e corretta che, se da un lato recepisce alcune indicazioni della Corte stessa, dall’altro ha tentato di inasprire ancor di più l’approccio. Tra i vari aspetti, uno dei più fantasiosi riguarda la responsabilità individuale: l’Hadopi 2 infatti stabilisce la responsabilità dell’intestatario dell’IP usato per infrangere la legge, a prescindere che sia stato lui o che gli abbiano piratato la connessione. Per dimostrare l’assurdità di questo approccio un crew ha fatto finta di aver sviluppato un router in grado di craccare le password delle connessioni nei dintorni per commettere illegalità a spese di ignari utenti.

La crew di hacker tmp/lab ha infatti sparso a regola d’arte la voce di aver realizzato un router (sarcasticamente denominato Hadopi) in grado di fare quanto detto. Arrivati sul sito per ordinarne un esemplare comunque, la verità diventa abbastanza chiara: si tratta solo di una provocazione e, infatti, sulla home page, al posto della procedura di acquisto, c’è un messaggio abbastanza chiaro nella sua lapidarietà: “è una montatura che vuole mettere in evidenza l’assurdità della legge Hadopi”.

Quella di legare la responsabilità penale all’intestatario dell’IP incriminato è, in effetti, tra le maggiori assurdità della nuova proposta, nonché un provvedimento di un’arretratezza incredibile nell’era di Internet e della ridefinizione di responsabilità individuale, in un mondo in cui tutto è invece virtuale e liquido.

Del resto è proprio di oggi la notizia che invece negli USA una corte federale ha stabilito che raccogliere IP non può essere considerato reato contro la privacy perché l’IP non identifica un soggetto specifico, ma solo una macchina. Un concetto troppo difficile da comprendere per “gli esperti” del governo Sarkozy o troppo difficile da accettare per le major che vi spingono dietro?

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