Cinema e TV sul Web, ma senza gli errori dei discografici

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Dopo quasi dieci anni di guerra al P2P e alla condivisione tramite Internet in generale, i risultati per le major musicali non sono esaltanti: la condivisione nel mondo continua tranquillamente e, in compenso, i loro guadagni hanno visto un netto tracollo, che ancora non sono stati in grado di contrastare, adottando nuovi e più intelligenti modelli di business, basati su un utilizzo intensivo proprio di quelle tecnologie che invece si ostinano ciecamente a combattere. Con la sempre maggiore diffusione della banda larga ora anche i contenuti protetti di cinema e TV potrebbero essere in pericolo, ma a quanto pare l’industria dell’immagine non ha alcuna intenzione di commettere gli stessi errori di quella del suono.

Un esempio su tutti è costituito da Joost, sito di P2P nato dalle stesse menti che avevano già messo in ginocchio il mercato discografico con Kazaa e rivoluzionato quello telefonico con Skype. Joost però non ha scalfito minimamente il mercato di cinema e TV, per un motivo assai semplice: perché in rete si trovavano già siti come Hulu o Fox che, gestiti direttamente dalle aziende televisive, offrivano contenuti liberi e gratuiti, guadagnando dalle inserzioni pubblicitarie.

Certo non è stato sempre così, fino ad alcuni anni fa le catene televisive e le grandi major produttive del cinema ignoravano Internet, ma poi, preoccupate dalla diffusione della pirateria, hanno cominciato a vedere la rete come un veicolo promozionale e come una possibile fonte di introiti pubblicitari, decidendo quindi di essere presenti su Internet e di non lasciare ad altri il loro spazio, mossa che ha perfettamente funzionato e l’industria dell’immagine, ad oggi, non ha registrato gli stesi danni di quella musicale.

Il segreto dunque è duplice e consiste nell’aver capito sia le potenzialità che le nuove tecnologie possono mettere a disposizione del business, sia le vere esigenze dell’utenza, che non ama essere spremuta più del dovuto e che pretende, a ragione, di poter accedere gratuitamente al sapere, con al libertà di acquistarne i contenuti in un secondo tempo, perché consultazione e possesso non possono coincidere o, ad esempio, non esisterebbero le biblioteche. Due aspetti che i dinosauri della musica evidente non vogliono proprio capire.

Condividi su:
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Google Bookmarks
  • Live
  • Facebook
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
Articoli correlati:

Lascia un commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

Tema & Icone by N.Design Studio – modificato da Terry Labunda
Entries RSS Comments RSS Collegati