Wikipedia pensa ai filmati

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Un enorme database di tipo partecipativo, contenente discorsi politici, documentari e qualsiasi altro materiale inerente alle informazioni già presenti. A questo sta pensando Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, per espandere ulteriormente i servizi già forniti dalla più grande enciclopedia libera mai esistita.

Sarebbe un archivio storico di rilevanza mondiale quello che potrebbe essere creato nel giro di pochi mesi sui 34 milioni di pagine che compongono l’attuale informazione offerta da Wikipedia, la celebre enciclopedia a libera consultazione e a stesura partecipata, che ha lanciato il concetto di Web 2.0 e Social Network.

L’aspirazione di Wales sarebbe di riuscire a unificare in un unico sito i filmati girati dagli utenti e quelli che altre piattaforme di video open-source potrebbero mettere a disposizione. Per questi ultimi si parla ad esempio della possibilità di far entrare nell’archivio di Wikipedia i 200 mila file della sezione open source video dell’Internet Archive, nonchè quelli contenuti in Metavid, l’enorme raccolta di file realizzata dal Congresso degli Stati Uniti. La gran parte dei contenuti però sarebbe comunque fornita da Wikipedia Common, un database contenente più di 4 milioni di file video con licenza di tipo Creative Commons, un copyright flessibile che potrebbe essere esteso poi a tutti i file della nuova piattaforma.

L’idea alla base di questa nuova iniziativa di Wikipedia non è comunque nuova. Già nel 2007 un altro sito aveva tentato di lanciare un servizio analogo, capace di unire la gratuità nella fruizioni di contenuti a un’aspirazione pedagogica, per mezzo di una piattaforma video open source. Il sito si chiamava Vidipedia, ma l’impresa è fallita subito a causa di problemi tecnici, dei pochi contenuti disponibili e della cattiva qualità dei filmati. La stessa Wikipedia Foundation, la fondazione no-profit che gestisce il progetto dell’enciclopedia online, è da sempre interessata all’ampliamento dei contenuti testuali attraverso l’uso di altri media e proprio per questo aveva sottoscritto un accordo con Kaltura, l’open source per il video managment, all’inizio del 2008. Proprio dall’accordo di ormai oltre un anno e mezzo fa nasce l’idea attuale, perchè a quanto pare sarà proprio Kaltura a fornire il software per il video editing necessario alla nuova impresa.
Un’operazione simile era stata peraltro già tentata dalla solita e onnipresente Google, ma l’integrazione con l’allora neo acquisito social network video oriented YouTube non ha portato ad alcun risultato concreto.

La sfida agli altri siti video è abbastanza palese, anche se ovviamente nessuno di questi ha una vocazione esplicitamente pedagogica, ma sicuramente, se la cosa dovesse effettivamente andare in porto, non mancherà di allarmare i vari YouTube, MegaVideo o Daylimotion e chissà anche che non emerga qualche possibilità di collaborazione.

Inoltre quella di Wikipedia potrebbe essere un’iniziativa che potrebbe dare un’ulteriore spallata al mondo del copyright tradizionale, in quanto l’enorme bacino di utenza di Wikipedia, che può contare su oltre 60 milioni di accessi giornalieri mondiali, potrebbe infatti spingere molti autori a rilasciare video con licenze che ne permettano l’utilizzo gratuito, alla faccia della voglia di speculazione che sorregge da sempre le major.

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