Web-therapy: l’insonnia si cura con internet

Gadget e Hi-Tech     Autore: Ivan Schinella Aggiungi un commento

Vi capita di passare tutta la notte con gli occhi sgranati a fissare il soffitto? Di girarvi e rigirarvi  continuamente nel letto prima di riuscire a prendere sonno? Grazie alla web-therapy potrete dire addio ai vostri problemi di insonnia, finalmente anche voi troverete posto tra le dolci braccia di Morfeo!

Secondo una recente ricerca canadese pubblicata sulla rivista Sleep, basterà un semplice click per dire addio a pillole soporifere e ad infusi vari: sembrerebbe, infatti, che un uso prolungato di dispositivi hi-tech influenzi la secrezione endogena di melatonina, l’ormone che ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia, e che internet possa trasformarsi in una sorta di Eden per chi ha difficoltà a dormire.

Questa cura davvero innovativa si basa su una tecnica cognitivo–comportamentale, che mette in relazione emozioni, pensieri e comportamenti. La sua grande particolarità è quella di poter essere attuata comodamente (e soprattutto economicamente) a casa propria, collegandosi ad internet, usufruendo di un programma multimediale che sembrerebbe, grazie a suoni, immagini e istruzioni di tecniche per il rilassamento, suscitare nella persona insonne emozioni e sensazioni che donano l’illusione di trovarsi in un luogo, forse più tranquillo, che meglio favorisce il sonno.

Spiega l’autrice dello studio, la psicologa Norah Vincent dell’università di Manitoba: “Si possono fare tantissime cose con un programma web, esistono software capaci di riprodurre la sensazione di stare in macchina e guidare. Queste terapie fanno sentire autonome le persone, capaci di risolvere i problemi da sé. Credo che questo le renda più motivate”.

I risultati che sono emersi da questo studio sono alquanto sorprendenti: sembrerebbe, infatti, che l’81% di chi si è affidato alla web-therapy ha risolto il problema in meno di cinque settimane, a dispetto del 50% che ha preferito continuare a seguire la tradizionale terapia, fatta di farmaci e di costose sedute dallo psicologo.

Questi dati fanno ben sperare tutti gli insonni che purtroppo nel mondo sono tanti: in Europa, per esempio, recenti sondaggi indicano che sono 20 milioni gli individui che soffrono di disturbi cronici del sonno, con l’aggiunta di altri 10 milioni che confessano disturbi occasionali. Questa triste situazione è destinata a diventare sempre più critica, basti pensare che solo nell’ultimo anno si è riscontrato un aumento del 10% nel numero degli insonni che ha deciso di farsi ricoverare in strutture europee. Tale situazione, secondo una ricerca condotta dalla società Frost&Sullivan, che si occupa di consulenze per lo sviluppo economico di impresa, comporta una spesa di 10 miliardi di dollari l’anno, cifra calcolata esaminando i centri del sonno sia di tipo ospedaliero che non, situati in Europa, alla quale vanno sommati i costi indiretti relativi alla perdita di produttività.

In America la situazione non è diversa: nel 2008 sono state contate 50 milioni di prescrizioni di pillole soporifere e sono stati spesi circa 600 milioni di dollari per l’acquisto di valeriana e melatonina.

La web-terapy, oltre a poter rappresentare un buon modo per combattere i disturbi del sonno, allietando così le notte difficili di milioni di individui, restituendo loro un benessere psico-fisico, diventa un vero e proprio toccasana anche per le tasche perché basteranno soltanto 20 dollari per dire addio all’insonnia, invece di imbarcarsi in costose terapie dallo psicologo.

Le prime critiche di certo non potevano mancare: “Si tratta di un giocattolo simpatico, magari inizialmente anche utile”, spiega il professor S. K. Mostafavi, fondatore del centro Usa Advanced Sleep Medicine Services,  “ma manca il contatto diretto con un terapista”.

Indubbiamente spesso è utile parlare con qualcuno competente per acquietare ansie e turbamenti, per far emergere dall’inconscio eventi che interferiscono con la nostra serenità, compromettendo il nostro benessere psico-fisico, ma spesso il riuscire a risolvere autonomamente i propri problemi può risultare la migliore terapia, l’unica in grado di offrire un vero senso di benessere e di soddisfazione, di generare un aumento di autostima, per aver non solo risolto il problema, ma, soprattutto, per esserci riusciti contando soltanto sulle proprie forze.

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Un commento

  1. fedcas

    “Secondo una recente ricerca canadese pubblicata sulla rivista Sleep, basterà un semplice click per dire addio a pillole soporifere e ad infusi vari: sembrerebbe, infatti, che un uso prolungato di dispositivi hi-tech influenzi la secrezione endogena di melatonina, l’ormone che ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia, e che internet possa trasformarsi in una sorta di Eden per chi ha difficoltà a dormire.”

    Ma sti tipi hanno mai provato a stare al pc la notte? O semplicemente lo studio era commissionato dalla dita che produce quel software?

    Perchè mi pare ci sia poco da discutere sul fatto che il pc è causa d’insonnia, o perlomeno aiuta a stare svegli con i continui stimoli che internet offre.

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