Smile Scan: i giapponesi ci insegnano a sorridere
Gadget e Hi-Tech Autore: Antonella Aragona Aggiungi un commentoA rallegrare il sorriso di tutti, arriva dal Giappone Smile Scan un vero e proprio sorrisometro, in grado di valutare il sorriso di ciascuno di noi, classificandolo vero, quindi spontaneo, oppure ritenendolo soltanto di circostanza.

Si tratta di una speciale fotocamera, simile ad una webcam, che può essere montata davanti ad un monitor o posizionata sulle pareti di una stanza, ed ha il compito di scattare fotografie a frequenze regolari che poi verranno analizzate, confrontandole tramite un database, fornito di oltre un milione di facce. Lo Smile Scan sarà così in grado di valutare il sorriso dai movimenti del volto, come gli angoli della bocca e degli occhi, e, alla fine, una volta portata a termine la sua analisi, emetterà il suo verdetto, esprimendolo in centesimi.
Sembrerebbe che il punteggio migliore da sfoggiare nei rapporti di lavoro, non sia di 100/100, come si sarebbe portati ad ipotizzare, forse perché un sorriso così smagliante, anche se spontaneo, potrebbe dare l’impressione di troppo entusiasmo, si consiglia pertanto un sorriso dal punteggio 70/100, forse perché, per i toni più pacati, dà una maggiore impressione di serietà e di professionalità.
Spesso non è facile lasciare a casa i propri problemi, separare emotivamente la vita privata da quella professionale, ma è altresì vero che in lavori a stretto contatto con il pubblico mostrare un’aria serena, tranquilla e cordiale è estremamente importante, così, manifestare il sorriso giusto diventa praticamente d’obbligo.
Forse per questo in Giappone lo Smile Scan sta riscuotendo un gran successo, perché viene ritenuto dalle aziende uno strumento molto utile per valutare il proprio sorriso, consentendo pertanto di perfezionarlo, se necessario, ottenendo così anche una performance migliore nei rapporti con il pubblico.
Nella società contemporanea si cerca sempre di apparire al meglio di sé, per dare agli altri un’immagine stereotipata di come si vuole o di come gli altri ci vorrebbero. A volte il sembrare diventa più importante dell’essere e ci si ricopre di una maschera che, in realtà, troppo spesso, nasconde la vera natura di noi stessi, ritrovandoci ad interpretare un ruolo che non ci appartiene.
A volte diventa difficile anche riuscire a sorridere veramente, alla fine tutto diviene finzione senza che nemmeno ce ne si accorga. A questo punto il dubbio che ci sovviene è: lo Smile Scan riuscirà a rivelare a noi stessi se stiamo realmente sorridendo e, in caso servisse, ci insegnerà a sorridere di nuovo in modo spontaneo, oppure sarà soltanto un mezzo che consentirà di perfezionare il nostro sorriso a tal punto da farlo ritenere sempre più vero agli altri e a noi stessi?















giugno 25th, 2009 at 9:10 pm
’scusi questa cosa salvera il mondo dalla crisi monetaria ? ‘ umm…..NO