MySpace in crisi: licenziati il 30% dei dipendenti

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Tutto ormai, nel mondo di Internet ma anche in quello reale, è moda e consumo e quello che ieri era il cavallo vincente oggi non è che un ronzino da stalla. Le mode si evolvono e passano al ritmo del passaparola e delle tendenze dei gruppi sociali e così anche MySpace, la gallina dalle uova d’oro di Murdoch, si trova ora a dover fare i conti con la crisi. Superata da modelli di social network indubbiamente più moderni, subisce il sorpasso di Facebook anche negli USA e si ritrova costretta a licenziare ben il 30 % dei propri impiegati.

Non si tratta semplicemente della crisi finanziaria globale: quello che sta colpendo MySpace è un vero e proprio crollo, dovuto a un’improvvisa inadeguatezza alle richieste del mercato. L’ormai ex gioiello e punta di diamante della strategia multimediale di News Corporation, ha perso a maggio la sua supremazia negli USA nei confronti di Facebook, dal quale per altro era ormai distaccato come numero di utenti totali nel resto del mondo già da un po’. Ora il secondo posto è minacciato da Twitter, che sta salendo con molta decisione e, stando ai dati raccolti da Nielsen, siamo dinanzi a un tracollo sostanziale, poiché anche il tempo medio di permanenza sul sito sta drasticamente diminuendo.

Facebook sta anche crescendo molto dal punto di vista della resa economica, con 300 milioni di dollari stimati quest’anno contro i 250 del 2008, ma il punto non è questo, visto che MySpace, anche in questo frangente, ricava comunque nettamente di più, tanto che già da qualche anno il suo modello di business è stato indicato come uno dei migliori e un caso raro tra i social network. Il problema è invece che a crescere sproporzionatamente è stato l’apparato gestionale del social network, che aveva raggiunto i 1500 dipendenti. Ora che la maggior parte degli sponsor e degli investitori si sta spostando su Facebook l’apparato fa da zavorra e sono molti gli analisti che hanno iniziato a sostenere che MySpace valga meno di quanto sia stato pagato e che Murdoch farebbe bene a venderlo al più presto. MySpace inoltre è troppo legato a una struttura da old media e si muove con eccessiva lentezza, prova ne sia che dal punto di vista tecnologico è una piattaforma molto indietro rispetto a Facebook.

Certo i licenziamenti sono solo una misura d’emergenza per rispondere al calo dei ricavi, ma il gigante dormiente dovrà fare molto di più se vorrà tornare ai fasti di un tempo: a metà 2010, infatti, scade il contratto pubblicitario da 900 milioni di dollari con Google, dal quale arriva il grosso dei ricavi di MySpace, se qualcosa per allora non sarà cambiata non è difficile immaginare che anche a Mountain View abbandoneranno il cavallo perdente.

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Un commento

  1. Pramod

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