Hai un dubbio? Chiedi a Hunch

Web e Business     Autore: Alessandro Crea Aggiungi un commento

Ma lui (o lei) mi ama davvero? Come andrà il lavoro quest’anno? Una volta, quando Internet non esisteva, le incertezze dell’uomo erano meno numerose e più esistenziali e, per trovarvi risposta, si ricorreva alla fattucchiera di turno che, leggendo la mano o la sfera di cristallo o i tarocchi, nel mentre in realtà investigava la psicologia del soggetto, dava una risposta consona. Ma l’uomo moderno, si sa, è perso nel mondo materiale ed ha migliaia di insicurezze, dal dove andare in vacanza a quale cellulare acquistare e allora, se non si ha l’amico esperto di turno a chi chiedere un consiglio? Bene da qualche giorno è possibile chiedere a Internet stessa, tramite l’ennesimo motore di ricerca che più che competere col colosso di Mountain View cerca di ritagliarsi una nicchia d’uso specifica. Questo si chiama Hunch e promette di aiutarci a prendere delle decisioni.

Hunch, tra le varie accezioni, ha anche quella di impressione, opinione quindi, in pratica il nome del motore sottintende la capacità dello stesso di offrire un punto di vista su un dubbio che ci affligge, quasi come il consiglio di un amico che ci conosce bene.

E proprio la conoscenza personale è la chiave di funzionamento di questo motore, definito dagli sviluppatori motivazionale e basato su un algoritmo che ha chiesto ben dodici mesi di sviluppo a un team della prestigiosa MIT University. L’idea è venuta a tale Caterina Fake, co-creatrice di Flickr, il sito di Yahoo! per la pubblicazione e condivisione delle foto degli utenti e si ispira proprio a Yahoo! Answers, dove l’utente posta la propria richiesta d’aiuto sull’argomento su cui è dubbioso e attende la risposta da parte degli altri utenti.

Ma la differenza sostanziale sta proprio nel fatto che qui non saranno altri esseri umani a fornirci una risposta, ma il motore di ricerca stesso. Per fare ciò, come dicevamo prima, esso ha però bisogno di “conoscerci” bene, affinchè l’algoritmo possa trovare la risposta più adatta ai nostri gusti e alle nostre esigenze. A quanto pare, nonostante il servizio sia ancora in beta (è stato lanciato soltanto martedì scorso), la risposta è mediamente soddisfacente, soprattutto se ci si prende la briga di rispondere a più domande personali possibile.

Si tratta indubbiamente di un potenziale assai interessante per il mercato delle aziende, che potranno far leva sui risultati forniti dal motore per vendere i propri prodotti, ma se avrà successo o meno, come sempre, dipende solo e soltanto dagli utenti e l’eventuale bontà del prodotto il mercato ha dimostrato che non sempre corrisponde a un’affermazione certa, senza contare il problema privacy: che fine fa infatti l’enorme database di domande e risposte personali, che forma milioni di veri e propri profili psicologici? Chissà se Hunch è in grado di rispondere anche a questo dubbio.

Fonte

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